Le ville settecentesche del Miglio d’Oro si preparano ad accogliere la 37ª edizione del Festival delle Ville Vesuviane, la storica rassegna che dal 3 al 29 luglio trasformerà le dimore monumentali di Ercolano, Portici, Torre del Greco, San Giorgio a Cremano e Napoli in un grande palcoscenico dedicato alle arti.
L’edizione 2026, intitolata “L’età del Miglio d’Oro – Pietre di lava e Cristalli d’oro”, propone un ricco calendario di spettacoli, concerti, danza, mostre e prime nazionali, con la direzione artistica di Bruno Tabacchini.
Ad aprire il festival, venerdì 3 luglio a Villa Campolieto, sarà l’inaugurazione della mostra “Scarpetta dopo Scarpetta”, dedicata al centenario della scomparsa di Eduardo Scarpetta e realizzata in collaborazione con la Fondazione Teatro Trianon Viviani. Nella stessa serata spazio anche al concerto degli Avion Travel insieme alla Nuova Orchestra Scarlatti, diretta da Angelo Valori.
Proprio la figura di Scarpetta rappresenta uno dei fili conduttori dell’intera manifestazione. Tra gli appuntamenti più originali spicca “Il processo del secolo: Scarpetta vs D’Annunzio”, spettacolo che rilegge in chiave contemporanea la celebre vicenda giudiziaria nata attorno a Il figlio di Iorio.
Il cartellone ospiterà anche alcuni dei nomi più amati della scena italiana. Serena Rossi porterà in scena “SereNATA a Napoli”, Massimiliano Gallo renderà omaggio a Eduardo con “Lettera ad Eduardo”, mentre Lina Sastri sarà protagonista con “Voce ‘e notte… la mia musica”. Attesi anche Giampaolo Morelli, il Gran Galà “Eccellenze della danza” con l’étoile Giuseppe Picone, la compagnia Aplomb, oltre alle prime nazionali di “Le verità di Luisa Sanfelice” e “Filumena – I figli di nessuno”.
La chiusura, il 29 luglio, sarà affidata al Teatro di San Carlo, che eseguirà i celebri Carmina Burana di Carl Orff nella suggestiva cornice di Villa Campolieto.
“Come scriveva Molière, gli alberi che crescono lentamente danno i frutti migliori. Per la 37ª edizione del Festival, in scena da Napoli a Torre del Greco lungo il Miglio d’Oro, ripercorriamo oltre un secolo di Teatro Napoletano, da Scarpetta e De Filippo fino a Roberto De Simone, Santanelli e Ruccello, intrecciando spettacolo dal vivo, musica e danza con le meraviglie architettoniche del nostro patrimonio monumentale. Non un museo della memoria, ma un ponte dinamico tra tradizione e nuovi linguaggi contemporanei”, ha dichiarato il direttore artistico Bruno Tabacchini.
Il presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane, Gennaro Miranda, ha spiegato che il titolo scelto “racchiude il senso profondo della manifestazione, il legame tra le grandi dimore vesuviane, la comunità che le custodisce e la cultura contemporanea», definendo il Festival «uno strumento di conoscenza, capace di generare consapevolezza attorno a un patrimonio prezioso e fragile“.
Per il direttore generale Roberto Chianese, l’edizione 2026 rappresenta “un nuovo avanzamento nel percorso di valorizzazione avviato dalla Fondazione”, con l’obiettivo di trasformare il Miglio d’Oro “in un unico spazio culturale aperto e riconoscibile“.
This post was published on Lug 2, 2026 8:52
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