di Fabio Iuorio
Cinque vite spezzate in appena settantadue ore, tra il 15 e il 18 agosto, in diverse regioni italiane. È questo il dato che ha spinto l’assessora alle Pari Opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro, a intervenire pubblicamente, richiamando i numeri diffusi dall’Osservatorio nazionale di Non Una Di Meno e aggiornati all’8 agosto scorso: quaranta femminicidi dall’inizio dell’anno, settantanove tentativi sventati e un numero ancora più consistente di episodi di violenza registrati sul territorio nazionale.
Netta la posizione dell’esponente della Giunta guidata da Roberto Fico, che respinge l’idea, ancora diffusa, di una battaglia ormai vinta: “C’è ancora chi sostiene che il patriarcato sia stato sconfitto, che non esista più e che appartenga a un passato ormai superato. Io penso che sia sufficiente guardare la realtà per capire quanto questa narrazione sia distante dalla vita concreta delle donne. Il controllo, il possesso, la sopraffazione e la negazione della libertà sono ancora presenti nella nostra società e, nei casi più estremi, possono trasformarsi in violenza e morte“.
Un’analisi che, secondo l’assessora, impone di guardare al problema non come a un’emergenza isolata ma come a una questione strutturale, che chiama in causa l’intero sistema delle amministrazioni locali: “Un quadro” evidenzia l’esponente della Giunta Fico “che restituisce la dimensione strutturale di un fenomeno che non può essere affrontato soltanto come un’emergenza. La Regione Campania farà sempre la propria parte, ma questa battaglia non può essere lasciata soltanto alle istituzioni regionali. Mi rivolgo a tutte le amministratrici e a tutti gli amministratori: abbiamo il dovere di costruire città sicure, attraversabili e vivibili per tutte e tutti, in ogni quartiere e a ogni ora. Le Pari Opportunità “chiarisce “non possono essere una delega secondaria né una politica da affrontare separatamente: devono essere trasversali a ogni scelta politica e amministrativa, dall’urbanistica alla mobilità, dai servizi sociali alle politiche abitative, dall’educazione alla sicurezza“.
Pecoraro chiude il proprio intervento con un appello diretto rivolto alla collettività, prima ancora che alle istituzioni: “Non possiamo aspettare la prossima vittima per tornare a indignarci, dobbiamo fare rumore, pretendere risposte e costruire comunità nelle quali nessuna donna venga lasciata sola. La libertà non si concede, si difende, si garantisce, si rivendica, e questa battaglia la dobbiamo combattere insieme“.
Parole che arrivano in un momento in cui il conteggio delle vittime, aggiornato quasi settimanalmente dagli osservatori indipendenti, continua a crescere, restituendo l’immagine di un fenomeno che attraversa ogni fascia sociale ed età, e che in Campania, come nel resto del Paese, resta al centro del dibattito politico e istituzionale senza però trovare, finora, una risposta strutturale definitiva.










