Attualità

“Eyes in Gaza”: la mostra che scuote le coscienze a Napoli fino al 2 agosto

Il conflitto palestinese distrugge vite ogni giorno, questa è la triste realtà di cui sappiamo ormai tanto attraverso i tg e i vari media. Tanto, ma non abbastanza. Quanto ne sappiamo dello strazio effettivo di cui tante persone soffrono ogni possibile momento? Ci soffermiamo mai a pensare quanto siamo fortunati e quali sono le cose importanti della vita? Proprio in questi giorni si tiene a Napoli “Eyes in Gaza”, una mostra fotografica molto intensa, vera ed anche cruda al contempo, un percorso che invita lo spettatore a guardare in faccia la realtà quotidiana della Striscia di Gaza, una terra martoriata, ma ancora capace di resistenza e dignità. Le fotografie (realizzate da 22 fotografi palestinesi) mostrano la quotidianità di quei posti fatta di bombardamenti, lutti e momenti di vita che, nonostante tutto, continuano a esistere: i volti dei bambini, le mani delle madri, i colori spenti dei palazzi distrutti, parlano più di mille discorsi. A chi potrebbe pensare si tratti solo di una denuncia del conflitto al pari di un servizio al tg, si può rispondere che non è assolutamente solo questo: mostra anche gesti semplici (un pranzo in famiglia, un gioco tra ragazzi, un tramonto visto dal tetto di una casa distrutta), che diventano momenti straordinari per chi vive sotto assedio. Non è una mostra da attraversare in fretta e superficialmente, ma da vivere, le immagini si stampano nella mente, lasciando una domanda aperta a tutti: cosa significa davvero essere liberi? In un mondo spesso superficiale nei confronti del dolore altrui, questa mostra ci ricorda che dietro ogni persona c’è una vita che merita di essere ascoltata, sempre.

Eyes in Gaza si terrà fino al 2 agosto dalle 15.30 alle 20 presso i Magazzini Fotografici di Napoli in via S. Giovanni in Porto, 32

This post was published on Lug 30, 2025 8:30

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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