Come amava dire lo stesso Francesco Rosi “fare cinema significa contrarre un impegno morale con la propria coscienza e con gli spettatori“, sicuramente per la maggiore oggigiorno non è così ma, sicuramente, nel suo caso è stato un militante impegno politico che in quanto tale servì non solo un intimo e personale imperativo morale ma una ricerca collettiva di critica delle relazioni sociali dell’Italia e del Mezzogiorno nel Dopoguerra.
Tutti i giovedì sarà riproposto un film alle ore 21:00. L’accesso è libero ma sarà possibile con un contributo volontario o con la consumazione in loco di vivande, poter partecipare a piacere all’abbattimento “delle spese minime del Centro e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari ai lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione avviata all’Asilo“.
Giusto per preparare i prossimi fruitori dell’iniziativa, informiamo che i film considerato sciolgono le diverse sclerosi, le deformazioni sintomatiche del potere statuale italiano sul crocevia degli interessi economici pubblici e privati dell’Italia repubblicana. Ogni proiezione si avvalerà di un’introduzione di registi come Leonardo Di Costanzo e Marcello Sannino, di critici cinematografici come Alberto Castellano e di sceneggiatori come Maurizio Braucci, che si avvaleranno di documenti didattici ed estratti video dai film-documentario di successo come quelli del 1963, Le mani sulla città e del 1992, Diario napoletano.
This post was published on Mar 20, 2015 12:08
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