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Doppia presentazione Hotel Napoli Mia, Le voci dei vicoli di Lael Moro e Il Muro di Napoli di Giovanni Calvino e Giovanni Parisi

Nella splendida cornice dell’Hotel Napoli Mia, ieri, mercoledì 19 aprile, doppia presentazione: Le voci dei vicoli di Lael Moro e Il Muro di Napoli di Giovanni Calvino e Giovanni Parisi.

Nella splendida cornice dell’Hotel Napoli Mia, via Toledo 323, ieri, mercoledì 19 aprile, doppia presentazione: Le voci dei vicoli di Lael Moro e Il Muro di Napoli di Giovanni Calvino e Giovanni Parisi.

Lael Moro è lo pseudonimo di Elena Montuono e Lalla Rotolo, scrittrici napoletane, alla prima pubblicazione individuale, sebbene scritta in coppia.

Le voci dei vicoli

Napoli palpita, respira, vive e racconta storie. Un giallo che profuma di ragù.

Napoli 1948. Il giovanissimo garzone del lattaio, Peppino, durante il suo giro di consegne, ritrova il cadavere del vecchio maestro del quartiere. Spaventato chiede aiuto alle sue amiche Teresa e Giovanna. Per i tre inizia una surreale indagine alla napoletana, lontana dagli schemi della detective story, ma alimentata dalla curiosità e dalla compassione, sospinta dalle chiacchiere di quartiere.

La città appare, dopo i terribili anni del-la guerra, come un luogo di lenta rinascita. Le vite dei protagonisti si intrecciano con ricordi e persone, luoghi, emozioni e storie popolari.

Giovanni Calvino, architetto, e Giovanni Parisi, impiegato nel settore delle società di produzione, vivono a Napoli, insieme hanno pubblicato per L’isola dei ragazzi Il marchese di Collino. Giovanni Calvino è anche autore de L’isola del grano blu.

Il Muro di Napoli

“Nu muro? A Napule? È impossibile!”

Napoli 1943, l’ultima delle quattro giornate di Napoli. Il professor Alfonso, comunista convinto, ha partecipato all’insurrezione. Sembra che la guerra sia finalmente terminata, ma Vincenzo, figlio del professore, di ritorno dalla campagna di Russia, arriva a Napoli e viene arresta-to dagli americani.

Nel quartiere si sparge la notizia di un’invasione sovietica a Napoli che assume proporzioni sempre più macroscopiche, fino a prefigurare la costruzione di un muro che dividerà in due la città. Una parte sotto il controllo americano, l’altra sotto il controllo sovietico.