Dopo la sosta a Battipaglia del 7, 8 e 9 marzo, domani 10 marzo giunge a Napoli il Treno verde; ma cosa è il Treno verde? Il Treno verde è un convoglio ferroviario che dal 18 febbraio al 10 aprile viaggia per l’Italia in direzione Expo 2015, per raccogliere adesioni, proposte, progetti, collaborazioni, esperienze, dell’agricoltura italiana e dell’alimentazione di qualità e che sia interessata a salvaguardare, convertire e ristrutturare il settore primario per le sfide economiche del futuro, puntando soprattutto sulle specificità italiane e biologiche invidiateci in tutto il mondo.
A capo del Treno e dell’iniziativa vi è Legambiente e il Ministero delle politiche agricole, che vogliono divulgare le conoscenze e i sentieri possibili di produzione, “dalla semina alla distribuzione, di ciò che mangiamo“. A cavallo di un’intenzione biologica, Legambiente vuole raccogliere spunti per nuovi modelli di sviluppo e nuovi stili di vita. Domani dalle 8:30 alle 13:30 per le scolaresche prenotate e dalle 16:00 alle 19:00 per tutti gli altri, alla Stazione ferroviaria di Napoli Centrale chi parteciperà potrà trovare:
Nella I carrozza un percorso didattico di ecologia agricola, difesa dei suoli, razionalizzazione e riduzione dei consumi; nella II carrozza una discussione su chi produce cibo in Italia nel rispetto dell’ambiente e della green economy (dedicandosi in maniera particolare al turismo eco-sostenibile e slow; la III carrozza sarà sede di una conversazione su chi mangia e cosa mangia – in altre parole su come consumare con cognizione di causa i prodotti a disposizione sul mercato (ad esempio badando bene all’etichettatura) e su come mangiare sano e mediterraneo -; ella IV carrozza un tavolo di lavoro che cercherà di divulgare le proposte per recuperare socialmente e legalmente gli individui e le collettività a partire da una moderna, competitiva e sostenibile civiltà contadina.
Tenendo comunque ben presente l’ipotesi secondo cui la green economy potrebbe essere la prossima bolla speculativa, non si può escludere che l’agricoltura sia il comparto principale da cui ripartire per rilanciare soprattutto il Mezzogiorno. La cosa importante da capire è se i nuovi modelli di sviluppo presentati ad Expo 2015 dipartano dalla creatività della nostra terra, arretrata e sottosviluppata, per accumulare profitti meridionali da reinvestire al Sud con progetti autonomi o sia invece una delle tante trovate pubblicitarie per mascherare campagne commerciali a totale vantaggio di multinazionali estere e settentrionali, che inducono l’ulteriore indebitamento delle masse meridionali.
This post was published on Mar 9, 2015 12:22
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