Entra nella Collezione Numismatica 2026 il nuovo tondello firmato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato: sul dritto lo stemma del club con le date 1926 e 2026, sul rovescio il Vesuvio e lo Stadio Maradona, a raccontare un secolo di storia, colori e appartenenza.
Il centenario della SSC Napoli ha ora anche una forma che si può toccare, custodire, tramandare: una moneta da 5 euro in argento, coniata in finitura Proof ed entrata a far parte della Collezione Numismatica 2026. Un oggetto pensato, come recita la nota diffusa dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per rappresentare “un anniversario storico” destinato “a custodirne la memoria nel tempo“. Non una semplice medaglia celebrativa, dunque, ma un atto ufficiale della Repubblica, che riconosce al club partenopeo un posto nella storia nazionale oltre che in quella del pallone.
Cento anni di passione che diventano, letteralmente, moneta corrente della memoria collettiva. Un secolo intero che, spiega ancora la nota, “trovano forma in una nuova emissione della Repubblica Italiana“, pensata come omaggio “ad una delle realtà sportive più amate e rappresentative del calcio italiano“. Nel complesso, il conio celebra “il legame profondo tra la squadra e la città che ne condivide il nome, i colori e l’identità“, restituendo “tutta la forza simbolica di una storia iniziata nel 1926 e giunta oggi al traguardo dei cento anni“.
Sulla faccia principale del tondello campeggia lo stemma ufficiale della SSC Napoli, riprodotto con i suoi elementi colorati. Ai lati, due numeri bastano a raccontare cento anni di storia: 1926 e 2026, la fondazione e il traguardo. Una scelta semplice, quasi essenziale, per fissare nel metallo l’arco di tempo che separa la nascita del club dal presente senza bisogno di altri simboli.
Sul retro la moneta si allarga alla città intera, una veduta simbolica di Napoli, con il profilo del Vesuvio a fare da sfondo naturale, e in primo piano lo Stadio Diego Armando Maradona, diventato negli anni “uno dei principali simboli della squadra e del suo straordinario rapporto con i tifosi“. Due elementi che insieme compongono, come recita la nota, “un dialogo visivo tra la città e il club“: un legame “che da cento anni unisce il Napoli al suo territorio“, fatto di colori, di un nome condiviso e, soprattutto, di identità.
A firmare il progetto è stata l’incisore Silvia Petrassi, mentre la coniazione è stata curata dalla Zecca dello Stato, su emissione del ministero dell’Economia e delle Finanze. Un centenario, quello azzurro, che da oggi non vive più soltanto negli stadi, nei cori da trasferta e negli album di ricordi dei tifosi, ma anche nelle tasche e nelle vetrine di chi vorrà custodire, letteralmente, un pezzo di storia del Napoli.











