Cronaca

Bagnoli, dragaggi sotto la lente dell’Asl: “Le benne non erano sigillate come promesso”

di Fabio Iuorio 

Un video pubblicato sui social e rilanciato dal consigliere comunale Gennaro Esposito ha acceso i riflettori sui dragaggi in corso nel mare di Bagnoli. Le immagini mostrerebbero materiali dispersi in acqua durante le fasi di scavo, in contrasto con quanto era stato garantito in precedenza: l’utilizzo di benne sigillate per evitare la fuoriuscita di sedimenti potenzialmente inquinanti. Sulla base di quel filmato, l’Asl Napoli 1 Centro ha formalmente chiesto al commissariato di governo una relazione tecnica sulle procedure adottate e sui dispositivi impiegati per contenere la diffusione di sostanze nocive nel golfo di Pozzuoli.

Esposito non usa mezzi termini nel commentare quanto ripreso nel video: “Emerge una modalità di dragaggio che non corrisponderebbe a quanto mi è stato riferito dal sub commissario De Rossi in commissione Ambiente in Consiglio comunale“. Il timore del consigliere riguarda soprattutto la sorte dei residui sollevati dagli scavi, che secondo lui rischierebbero di disperdersi ben oltre l’area di cantiere, fino a raggiungere il golfo. Da qui la richiesta, rivolta alle istituzioni, di garantire informazioni costanti e verificabili ai cittadini del quartiere, che da anni convivono con l’incertezza sui tempi e sui metodi della bonifica. Non è una semplice segnalazione quella dell’azienda sanitaria: il dipartimento di prevenzione ha chiesto di conoscere nel dettaglio i risultati delle verifiche condotte sulla dispersione degli inquinanti, invitando sia il commissariato sia Invitalia ad attivarsi con provvedimenti immediati qualora dai controlli emergessero rischi per la salute pubblica o per l’ambiente marino. Una richiesta che, nelle intenzioni dell’Asl, dovrebbe tradursi in un flusso di dati continuo, non in comunicazioni isolate o rassicurazioni generiche.
Proprio su questo punto, però, Esposito solleva un’obiezione che va oltre il singolo episodio: “Resto perplesso dalla risposta dell’Asl che rimanda al soggetto attuatore e al commissario di governo il compito di eseguire i controlli, confondendo così i ruoli di controllore e controllato“, una critica che mette in discussione l’impianto stesso della vigilanza sul cantiere, chiedendo di fatto chi debba davvero controllare chi.

Dall’area tecnica del commissariato arriva una difesa netta dell’operato in corso: “Non esistono a oggi cantieri che hanno in campo un sistema di controlli così stringente“, si legge nella replica, che richiama il monitoraggio costante della torbidità dell’acqua e la presenza di barriere pensate per contenere eventuali fuoriuscite. Al momento, viene precisato, non risulterebbero allarmi attivi: “Non ci sono elementi oggettivi. Qualora ci fossero sforamenti, si fermerebbero le attività e si migliorerebbe. È già previsto“.
Sullo sfondo restano le scadenze legate alle preregate di Coppa America e alla realizzazione delle basi dei team, che imprimono ai lavori un ritmo serrato. In questo scenario, il nodo dei dragaggi si conferma uno dei passaggi più delicati dell’intera bonifica: resta da vedere se la relazione richiesta dall’Asl arriverà con la trasparenza e la tempestività che consiglieri e residenti chiedono, o se la vicenda si aggiungerà all’elenco, già lungo, delle promesse rimaste in sospeso su Bagnoli.

This post was published on Lug 17, 2026 11:58

Redazione

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