A Città della Scienza il futuro è arrivato tra la gente, in un contesto dove regnano curiosità, entusiasmo e sorrisi. Sabato 24 gennaio 2026 è stato infatti presentato Aphel, il robot umanoide e assoluto protagonista della giornata negli spazi del polo scientifico di Bagnoli. L’atmosfera era tutt’altro che seria e formale: studenti, bambini, giornalisti e semplici visitatori si sono subito riversati intorno ad Aphel che è diventato subito il protagonista, un chiaro esempio di come l’intelligenza artificiale possa “uscire dai server” e trasformarsi in qualcosa di concreto, capace di interagire con le persone.
L’evento ha segnato l’inizio della presenza stabile di Aphel all’interno del museo: da oggi ci saranno tre robot, uno per piano, pronti ad accogliere i visitatori, parlare e interagire in modo naturale grazie all’intelligenza artificiale, guidandoli in un percorso immersivo alla scoperta del corpo umano. Già, ma chi è Aphel? Creato dalla PMI innovativa Predict, il robot serve soprattutto per accogliere le persone. Può spiegare cosa fare nel momento in cui si entra in una struttura, dove andare e a chi rivolgersi. Risponde alle domande più comuni, indica i percorsi giusti e aiuta a non perdersi. Negli ospedali guida i pazienti e spiega le procedure di base, riducendo le attese. Nei musei o nei centri culturali informa, racconta e rende la visita più interessante, soprattutto per i più giovani, non stancandosi mai e ripetendo le informazioni tutte le volte che serve. È importante sottolineare che Aphel non sostituisce medici, infermieri o operatori, ma si occupa dei compiti più ripetitivi, lasciando agli esseri umani ciò che conta davvero: curare, assistere, decidere. Il vantaggio? Risparmio di tempo, meno confusione e servizi più organizzati. In poche parole, una vita più semplice per tutti.
All’inaugurazione hanno partecipato il presidente di Città della Scienza Riccardo Villari, la vicepresidente Giuseppina Tommasielli e lo staff del Science Centre di Coroglio. “Il successo della presentazione di Aphel, prodotto da Predict e finanziato dalla Regione Campania con il progetto ‘Logicamente’, conferma il suo ruolo come presenza permanente negli spazi di Corporea, primo passo del percorso di rinnovamento tecnologico del Museo previsto per il 2026. Aphel diventa così un alleato prezioso per accoglienza, accessibilità dei contenuti e inclusione di pubblici diversi, trasformando la visita in un’esperienza integrata tra uomo, tecnologia e scienza”, ha dichiarato Villari.
Durante l’evento ho avuto modo di parlare con Guglielmo Maglio, referente dello Science Centre di Città della Scienza, e che ha raccontato il valore della novità in questa breve intervista che ha concesso per RoadTv Italia:
Buongiorno dott. Maglio. Che valore aggiunto può portare un robot umanoide come Aphel, usato soprattutto in campo medico, in un luogo frequentato da studenti, famiglie e visitatori di ogni età?
Aphel ci aiuterà nella divulgazione scientifica, utilizzando i nostri exhibit e un insieme di strumenti multimediali. Ad esempio, può spiegare il funzionamento del cuore mostrando animazioni del battito, schemi del sistema venoso e arterioso: contenuti che hanno un impatto molto maggiore su bambini e studenti.
Quanto è difficile parlare di intelligenza artificiale a un pubblico vasto senza semplificare troppo o spaventarlo?
Il momento è giusto. La maggior parte dei ragazzi usa già chatbot e AI per studiare, divertirsi o avere compagnia. Noi diamo a questi strumenti un valore didattico, senza spaventare nessuno. Anche gli adulti possono avvicinarsi a questo mondo in modo più strutturato rispetto al semplice navigare online.
Secondo Lei siamo pronti culturalmente a convivere con robot come Aphel nei luoghi di tutti i giorni?
Sì, assolutamente. La realtà corre più veloce della nostra comprensione: abbiamo robot che puliscono, sistemi di domotica che ci consentono di ottimizzare i consumi di energia elettrica, automobili che decidono per noi velocità da sostenere o direzioni da prendere. Di fatto, conviviamo già con i robot. Noi cerchiamo solo di renderli utili all’apprendimento, e Aphel è perfetto per questo.
Aphel dimostra che il futuro non va temuto, ma capito. E per farlo, bisogna vederlo da vicino, fare domande e metterlo alla prova. Su questo, Aphel ha già superato il primo test.
This post was published on Gen 26, 2026 8:00
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