I maturandi di alcune scuole superiori napoletane credevano di partecipare a un evento formativo super partes sul referendum costituzionale. Quando si sono accorti che gli interventi erano schierati a favore del Sì hanno lasciato la sala insieme ai docenti. Valditara si complimenta con i dirigenti scolastici, centrosinistra all’attacco.
Quello che doveva essere un momento formativo sul referendum costituzionale si è trasformato in un caso politico. Ieri mattina a Castel Capuano, a Napoli, un gruppo di studenti maturandi di alcune scuole superiori cittadine, giunti con i loro docenti per partecipare a un convegno dal titolo “Referendum costituzionale: posizioni giuridiche”, ha abbandonato la sala dopo essersi accorto che gli interventi erano orientati esclusivamente a favore del Sì.
Alle scuole in questione era giunta la locandina dell’evento, presentato come un appuntamento di carattere giuridico e super partes, e i docenti avevano ritenuto utile la partecipazione degli studenti. La realtà si è però rivelata ben diversa. Come ricostruisce la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Monica Matano, “poiché l’iniziativa stava prendendo contorni del tutto differenti rispetto a quelli prospettati, non garantendo il pluralismo di opinioni, i dirigenti e i docenti accompagnatori esprimevano ai relatori le loro perplessità e, non ricevendo rassicurazioni a riguardo, insieme con gli studenti, abbandonavano la biblioteca del palazzo”. Prima di uscire, docenti e ragazzi hanno protestato anche ai microfoni, sottolineando di aspettarsi “un confronto paritario tra le ragioni del Sì e del No, mentre invece abbiamo solo ascoltato una propaganda di parte”. Tra i relatori previsti, oltre ad alcuni tecnici, figuravano esponenti politici tra cui il sottosegretario alla Giustizia Ostellari. L’organizzatore del convegno, il professor Leone Melillo dell’Università Parthenope, ha invece difeso il carattere di “lettura giuridica” dell’appuntamento.
Il caso ha scatenato un’immediata polemica. “Usare la scuola per fare propaganda significa tradirne il senso più profondo”, ha commentato la senatrice del M5s Barbara Floridia. Per il deputato Pd Piero De Luca “quando si parla di temi costituzionali e si coinvolgono i ragazzi, il minimo che ci si aspetta è il rispetto del pluralismo e del contraddittorio”. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara si è invece complimentato con i dirigenti scolastici per la scelta di allontanarsi “quando si sono accorti che le ragioni del No non erano rappresentate”, cogliendo però l’occasione per ricordare un precedente: “Spiace solo che la stessa attenzione delle opposizioni non sia stata rivolta anche al convegno organizzato dall’Anm il 18 ottobre a Napoli, cui furono invitate le scuole cittadine e molti interventi, senza alcun contraddittorio, furono di attacco alla riforma Nordio. Il pluralismo, il confronto libero e l’educazione allo spirito critico vanno garantiti sempre, non solo quando fa comodo a qualcuno”.
This post was published on Mar 13, 2026 9:49
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