sabato, Giugno 19, 2021
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Anime di vetro: Maurizio De Giovanni alla libreria “Io Ci Sto”

Piazza Fugaantistante la libreria a partenariato sociale “Io ci sto” al Vomero, è piena fino all’inverosimile. Tra i posti seduti e in piedi passa solo l’aria per respirare l’atmosfera evocata dal nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, “Anime di vetro”. Napoli c’è. Napoli si racconta nelle parole, nelle emozioni, nei sorrisi e nel coinvolgimento con i personaggi narrati che rivelano aspetti di sé finora nascosti e difficili da svelare. Napoli c’è nel caldo e nel calore di persone che si incontrano per ascoltare storie e per narrarle. Napoli c’è nella musica e nelle interpretazioni, negli applausi e nella commozione, nei personaggi di Maurizio de Giovanni che non sono solo personaggi ma prima di tutto persone vereSi ha quasi la sensazione che tra i tanti intervenuti si possa scorgere la figura del commissario Ricciardi, dello sguardo dei suoi occhi verdi. Così, tra la folla, le parole, i suoni, Napoli si ritrova, sriscopre e un po’ si riscatta. Anche l’anima di Napoli è fragile ma trasparente, bisogna solo imparare ad ascoltarla e ad amarla.

Anime di vetro: la presentazione a Piazza Fuga

Accompagnano Maurizio de Giovanni nella sua presentazione, Aldo Putignano, editore di Homo Scrivens, Francesco Pinto, direttore del centro di produzione della Rai di Napoli e Federica Flocco, giornalista. L’interpretazione di alcuni brani del romanzo è affidata a Rosaria de Cicco e Lucio Allocca, mentre il percorso musicale che accompagna il commissario Luigi Alfredo Ricciardi nella sua evoluzione umana ed emotiva è stata curata dalla bella e limpida voce di Nadia Esposito, accompagnata alla chitarra da Francesco Romano e al mandolino da Angelo Vacca, che hanno interpretato brani della tradizione napoletana legati all’evoluzione emotiva e umana del protagonista di de Giovanni.

Molto originale l’intervento di Francesco Pinto che ha immaginato un dialogo tra l’autore e Bambenella, altro personaggio guida della storia di Ricciardi. Il fulcro della discussione cade sulla relazione tra autore e protagonista che vivono di reciproche gelosie e dipendenze non potendo più l’uno fare a meno dell’altro. Affettuoso il saluto del Sindaco De Magistris, accompagnato dalla moglie Mariateresa, che ha sottolineato l’importanza del promuovere la cultura in una città come Napoli che la cultura la respira. Le anime sono fragili… di cristallo. Lasciano passare la luce e il calore… ma non sono in grado di trattenerli. Le anime sono di vetro e il Commissario Ricciardi lo sa”. Così si legge nel romanzo, e così è la vita vera per tener fede all’idea principale dell’autore che dichiara:non mi interessa la scrittura ma le storie: io racconto storie. Raccontare storie è raccontare la vita”. Difatti il protagonista, il commissario Ricciardi, in questa nuova narrazione della sua vita appare più dolorosamente fragile; non può ricorrere al suo “dono”, parlare ai morti, per risolvere il caso, ma è costretto a usare solo la sua sensibilità personale e, ancora una volta, il senso del dolore.

Ci troviamo dinanzi a una narrazione nella narrazione, un giallo nel giallo. Mentre si svolgono le vicende “esterne” che il commissario è chiamato a risolvere, egli deve anche affrontare il suo giallo interiore e provare a definire i suoi sentimenti per le due donne che abbiamo già conosciuto in precedenza, Livia (la carnalità) ed Enrica (la dedizione) e per Bianca, che appare in “Anime di Vetro” e che sembra incarnare in sé tutti gli aspetti del femminile ricomponendo la dualità corpo anima che si potrebbe leggere nelle protagoniste già femminili note. La musica, allora, assume una forma più espressiva del corsivo di de Giovanni nell’esprimere i sentimenti, le ansie e la gelosia per una amore che non riesce o non può essere completamente rivelato. Palomma ‘e notte (di Di Giacomo-Buongiovanni , 1906, che de Giovanni dedica alla madre e a Patrizia) racconta la storia di un amore forte che sceglie di allontanare l’oggetto del suo amore per proteggerlo (il sacrificio); Voce ‘e notte (di Eduardo Nicolardi, 1904) racconta la storia dell’amore tradito (la gelosia); Rundinella (l’abbandono) che è la condizione in cui resta il commissario Ricciardi al termine della storia.

Un’atmosfera quasi shakespeariana, in quell’attimo sospeso, “l’attimo dell’attesa”, nel quale tutto può accadere o non accadere; in cui Ricciardi si chiede se “dormire o sognare” quando sarebbe stato ancora possibile fermarsi, tornare indietro, senza causare dolore e morte. Amletico nel suo dubbio esistenziale, d’altra parte anche Shakespeare amava narrare storie, le storie vere ed eterne del quotidiano; anche Shakespeare era nelle parole di Eduardo De Filippo nelle sue “Lezioni di teatro”, uomo del popolo per il popolo, e del popolo narrava la vita. Una narrazione empatica, dunque, dove la storia, animata dalle emozioni individuali dei lettori rende tutti protagonisti della narrazione stessa  e in cui il commissario Ricciardi, in realtà, non è un uomo solitario, ma un uomo in lotta con se stesso, un uomo che vorrebbe stendere un ponte per superare il baratro che lo divide tra sé e le sue emozioni, tra il suo dovere di commissario e il suo dovere di uomo e, non riuscendoci perché bloccato dal suo stesso amore, resta imprigionato all’interno di quel vetro in cui è custodita anche la sua anima di vetro.

Loredana De Vita

Anime di vetro: Maurizio De Giovanni alla libreria "Io Ci Sto"
Redazione Desk
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