Come è possibile morire di parto a 36 anni? Ce lo chiediamo tutti, ma soprattutto se lo chiede Ivano, il compagno di Alessandra De Simone, la 36enne morta ieri a Villa delle Querce dopo aver dato alla luce la sua bambina con un parto cesareo. “Cesareo che lei non voleva” avrebbe dichiarato il compagno della donna, intervistato da Elena Romanazzi de Il Mattino.
Oggi i pm hanno avviato un’inchiesta per omicidio colposo, per accertare tutte le responsabilità in questa assurda morte. Già oggi potrebbero partire gli avvisi di garanzia nei confronti dei presunti responsabili, in modo da poter autorizzare l’autopsia, a cui per legge devono assistere anche i legali degli accusati, entro domani. “Se c’è stato un errore da parte dei medici, devono pagare” ha detto Ivano. “Altrimenti cercherò di farmene una ragione, anche se è difficile”. Difficile perché è impensabile che oggigiorno una donna possa ancora morire di parto. Difficile perché è sempre difficile accettare che una vita che nasce possa spezzare un’altra vita, quella di chi fa nascere. “Non è giusto che una bimba debba nascere senza madre” è l’amaro sfogo di Ivano. “Dovrò riorganizzare tutta la mia vita. Senza di lei sarà tutto diverso”. E sullo sfondo del dramma sociale e di un possibile caso di malasanità, si profila un altro dramma, umano e molto più doloroso, non di una, ma di ben tre vite irrimediabilmente sconvolte.
This post was published on Lug 10, 2014 11:45
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