Un ragazzino di quattordici anni ha fermato il padre e ha messo in salvo la madre, aggredita a colpi ripetuti dentro le mura domestiche ieri sera a Castellammare di Stabia quando i carabinieri hanno ammanettato un uomo di trentacinque anni al termine di un pestaggio scattato dentro casa.
Erano le ore serali, l’orario in cui la famiglia siede solitamente a tavola, quando la centrale operativa ha ricevuto una segnalazione al numero unico di emergenza e ha dirottato una pattuglia verso l’appartamento. Poco prima, il compagno aveva avuto un diverbio con la partner, quarantaquattro anni, alla quale rinfacciava un presunto tradimento: uno scontro verbale che è precipitato nel giro di pochi istanti, trasformandosi in un’aggressione fisica vera e propria. La donna ha subito colpi ripetuti sotto lo sguardo del figlio adolescente. Ed è stato proprio quest’ultimo, con un gesto coraggioso e istintivo, a frapporsi tra i genitori e a proteggere la madre, permettendo così che l’allarme raggiungesse in fretta le forze dell’ordine e che l’intervento arrivasse prima che la situazione degenerasse ulteriormente.
Appena giunti sul posto, i militari hanno immobilizzato l’aggressore senza che questi opponesse resistenza. Per la donna è scattato il trasporto d’urgenza in ospedale a bordo di un’ambulanza del 118: i sanitari le hanno riscontrato diverse ecchimosi sul corpo e un trauma cranico che ne ha reso necessario il ricovero. Durante la perquisizione personale, gli operanti hanno rinvenuto indosso al trentacinquenne due dosi di marijuana. Per lui l’arresto è scattato immediato: è stato poi accompagnato in carcere.
Un episodio come questo, avvenuto sotto gli occhi di un minore, rientra in quella che il diritto penale definisce “violenza assistita”, una condizione riconosciuta come circostanza aggravante nei processi per maltrattamenti familiari, proprio perché il figlio o la figlia presenti alla scena riportano un trauma psicologico che si somma a quello subito dalla vittima diretta. Dal 2019 le segnalazioni legate alla violenza domestica e di genere seguono l’iter previsto dal cosiddetto “Codice Rosso”: la normativa obbliga il pubblico ministero a sentire la persona offesa entro tre giorni dalla notizia di reato e a valutare senza indugio eventuali misure restrittive nei confronti del presunto responsabile, così da ridurre al minimo l’intervallo tra la denuncia e una protezione concreta. Resta inoltre a disposizione delle vittime il numero 1522, il servizio antiviolenza e antistalking gratuito, attivo tutti i giorni e 24 ore su 24.
Sull’accaduto proseguono ora gli accertamenti da parte dell’Arma, chiamata a ricostruire con precisione la sequenza degli eventi della serata. L’uomo resta intanto detenuto, in attesa dei successivi passaggi del procedimento a suo carico.











