Torna a Napoli lo spettro della violenza contro gli extracomunitari. Una violenza tacita, che molto spesso si consuma e passa sotto silenzio, a causa della paura delle vittime a denunciare. Protagonista dell’ennesima aggressione è un senegalese di 24 anni, che questa notte è stato ferito prima da due coltellate, poi da un colpo di arma da fuoco, da quattro rapinatori che avevano tentato di portargli via quel poco che aveva.
L’uomo stava percorrendo a piedi via Diomede Marvasi, una traversa di Corso Umberto I poco distante da piazza Garibaldi, quando è stato avvicinato da due uomini e due donne a bordo di due ciclomotori, che gli hanno intimato di consegnare soldi e cellulare. Il giovane extracomunitario però non ha ceduto alle minacce, e ha tentato la fuga: circostanza che ha mandato su tutte le furie i rapinatori. I malviventi l’hanno inseguito e gli hanno sferrato una coltellata prima alla spalla, poi alla gamba. Infine, non contento, uno di loro ha estratto una pistola esplodendo un colpo che è andato a conficcarsi nella tibia del giovane. Il senegalese, che di “mestiere” fa l’ambulante, è stato soccorso dagli agenti di polizia del Commissariato Vicaria Mercato, che hanno allertato il 118 e poi hanno provveduto a effettuare una ricognizione della zona nel tentativo di rintracciare i malviventi.
Sul luogo della rapina è intervenuta anche la polizia scientifica, in cerca di dettagli che possano condurre ai rapinatori; nessun bossolo è stato ritrovato, ma la presenza di telecamere di videosorveglianza nella zona potrebbe essere di grande aiuto agli inquirenti per ricostruire la dinamica dei fatti e incastrare i rapinatori.
Non si fermano dunque gli episodi di violenza ai danni degli extracomunitari: molto spesso si tratta anche di violenza gratuita, senza scopo di rapina. Sbeffeggiati, picchiati, qualche volta accoltellati: gli immigrati sono costretti a subire ogni tipo di vessazione. La zona nei pressi della stazione è una delle più pericolose per i giovani immigrati: è lì che la maggior parte di questi atti si consumano, nell’indifferenza collettiva. Anche perché le vittime, immigrati spesso clandestini, preferiscono non denunciare, per paura di essere identificati e rimpatriati.
La difficile situazione in cui vivono gli extracomunitari a Napoli è stata più volte oggetto di denuncia da parte di padre Alex Zanotelli, da sempre schierato al fianco dei più deboli nella battaglia per l’integrazione dei migranti. Padre Zanotelli ha più volte fatto notare come a Napoli, e in generale in Italia, sia cresciuta in questi anni l’intolleranza nei confronti degli extracomunitari, sempre più spesso vittime di atti di violenza anche gratuita, che nella maggior parte dei casi passa sotto silenzio, perché le stesse vittime scelgono di non sporgere denuncia per paura di ritorsioni.
A Napoli sono numerose le associazioni che lavorano per offrire un sostegno agli immigrati, grazie anche al coordinamento della Rete Lilliput, che raccoglie sotto la sua egida tutte le associazioni che lottano contro le disuguaglianze nel mondo, di cui padre Alex Zanotelli è uno dei maggiori promotori. Ma secondo padre Zanotelli non basta: bisogna riuscire a cambiare la mentalità delle persone, a scardinare il razzismo che è in mezzo a noi. Solo così si potrà porre un freno alla violenza nei confronti dei migranti.
This post was published on Ott 24, 2014 11:58
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