“…chi sono io? Sono stato un periodo, un decennio, per molti di voi un ricordo, una delusione, un amore…sicuramente un’emozione”.
Superato il terrore delle macerie e della guerra e imboccato il cammino della ricostruzione e della rinascita, gli anni ’60 si affacciano in Italia con tutto il carico di un passato pesantissimo e di una voglia di futuro leggero, fresco, sorridente. Le premesse ci sono tutte e soprattutto il Paese si risveglia all’alba di questo decennio con una sete incontrollata di vita, emozioni e amore. I giovani hanno voglia di innamorarsi, gli adulti hanno voglia di guadagnare e di dimenticare. Attraverso dodici canzoni (da Abbronzatissima a Dio è morto) e altrettante incursioni poetiche e teatrali sorvoliamo e tratteggiamo il paesaggio di un’Italia che pensava di poter tutto e che tutto poi non ha potuto. Assaporando il profumo del ricordo ed evitando accuratamente toni e venature nostalgiche e sentimentalistiche, con una sfumata pennellata da ‘night’ il teatro ci accompagna in quel sogno svanito dove ci batteva forte il cuore ignaro di un futuro scritto col sangue.
Come consuetudine della casa, al termine dello spettacolo sarà offerta al gentile pubblico una cena. Il tema della serata è “Il meglio della cucina kitsch degli anni ’60”: non poteva quindi mancare panna e fieno con panna e prosciutto, wurstel e patate con maionese in tubetto, insalatona di carne Simmenthal e, a conclusione della serata, le immancabili graffette calde.
Progetto e compagnia
Il teatro-canzone è un genere espressivo che si estrinseca attraverso forme di teatro strettamente legate sia alla parola che alla musica. La sua struttura è costituita da un’alternanza sincronica di canzoni e monologhi, più precisamente di parti cantate e parti recitate. Nel 2003 viene presentata in Parlamento una proposta di legge volta al riconoscimento e alla tutela del genere artistico “Teatro-canzone” come bene culturale. I monologhi, i testi e le musiche tendono a scuotere la tensione emotiva coniugandosi in una rappresentazione che fonde la canzone d’autore all’approccio dialogico con lo spettatore e si sofferma su tematiche di forte impatto sociale, culturale e umano. Questa forma d’arte, lanciata da Sandro Luporini e Giorgio Gaber agli inizi degli anni’70, trova oggi un riscontro vivo e attuale. Giacomo Casaula, accompagnato dal suo gruppo, se ne fa interprete portando in scena tematiche imprescindibili, testate d’angolo del percorso formativo, culturale e umano di ciascuno, attraverso testi e musiche di autori indelebilmente impressi nella memoria collettiva.
“Io che amo solo te”
Regia e drammaturgia: Giacomo Casaula
In scena: Giacomo Casaula (voce), Luca Masi (basso), Vincenzo Gigantino (batteria), Ernesto Tortorella (tastiere), Ermanno Ferrara (sax), Davide Trezza (chitarra).
Live in Villa di Donato – Stagione 2018/19
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, Napoli
Posto unico: 25 euro
Prenotazione obbligatoria – numero di posti limitato (nella mail di prenotazione indicare cognome, contatto telefonico e numero di posti prenotati)
Per prenotazioni: prenotazioni@key-lab.net
NB Nella Piazza Sant’Eframo vecchio, di fronte alla Villa trovate un Garage
Info e Contatti:
Villa di Donato – Piazza S. Eframo Vecchio, 80137, Napoli
info@villadidonato.it
www.villadidonato.it
https://www.facebook.com/villadidonato/?fref=ts
Instagram: Villa di Donato
This post was published on Nov 22, 2018 15:17
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