Vaccini alle categorie fragili, i medici di Napoli: “Siamo stati travolti”

Unanime il coro dei medici di famiglia che sperano nell’arrivo in giornata di una nota di chiarimento da parte della Regione

Studi medici subissati di telefonate, cellulari che scoppiano di messaggi su WhatsApp. E’ lo scenario con cui da ieri pomeriggio si stanno confrontando i medici di medicina generale a seguito dell’annuncio della Regione Campania dell’apertura da domani, 17 marzo, della piattaforma di adesione al vaccino anti covid.

Adesioni che – a quanto indicato dalla Regione – devono essere inserite dai medici di base. Unanime il coro dei medici di famiglia che sperano nell’arrivo in giornata di una nota di chiarimento da parte della Regione perché – dicono in molti – ‘‘siamo stati travolti“.

Questa procedura ci è piovuta addosso in un momento già difficile in cui, accanto al lavoro ordinario di assistenza ai pazienti, siamo alle prese con decine e decine di positivi a casa da seguire e con le preoccupazioni di chi ha fatto il vaccino AstraZeneca e chiede di essere rassicurato”, spiegano. I medici inoltre sottolineano che l’inserimento dei dati alle piattaforme di adesione alla campagna vaccinale ”non rientra nell’accordo sottoscritto tra le organizzazioni sindacali e la Regione secondo cui – spiegano – i medici danno la propria disponibilità a vaccinare presso i propri studi o presso le strutture indicate”.

Ma al di là delle critiche alla procedura indicata dalla Regione, i medici di base sottolineano che a 24 ore dall’apertura della piattaforma non hanno ancora ricevuto alcuna informazione su come procedere, alcuna credenziale di accesso. ”E’ il caos”, è il commento a più voci. E per provare a trovare una soluzione c’è anche chi avanza la proposta che il medico possa rilasciare un certificato al paziente in cui indichi la ‘fragilità’ così che il paziente, registratosi in modo autonomo sulla piattaforma, lo possa esibire al momento della vaccinazione.

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