Un gobbo napoletano: …e questo è l’antipasto

Sono un tipo a cui piace guardare le partite in tv senza schiamazzi, preferibilmente da solo, così da poter sfogare sia la rabbia sia la goduria. Ieri sera, però, si festeggiava il genetliaco di mia sorella, or bene, tutti in pizzeria. Prima di fare un passo così importante il giorno della finale di Supercoppa, il gobbo napoletano si è preoccupato di informarsi sulla presenza o meno di una tv nel locale sito a Castellammare Di Stabia. C’era e si sarebbe sintonizzato proprio sulla partita, senza il bisogno di richieste esplicite.

E’ così che tra un antipasto e l’altro abbiamo assistito ad una prova di forza davvero schiacciante. La Lazio schierava il solito undici della passata stagione, senza Mauri, però, a causa delle note vicende e con un Biglia in più in cabina di regia. una cabina un po’ troppo folta, oltre all’argentino c’erano anche Ledesma e Hernanes, nessun incontrista. Scelta molto rischiosa da parte di Petkovic. In attacco Klose, che alla Juve non ha mai fatto gol.

Anche per Conte poche novità, la formazione tipo della passata stagione si differenzia per la presenza di Tevez in coppia con Vucinic. In panchina sia Ogbonna, poi entrato nel secondo tempo, sia Llorente. Arriva l’antipasto mari e monti, squisito e molto abbondante, non proprio come il primo tempo della Supercoppa, che mostra due squadre ancora un po’ imballate. Marchisio si fa male, distorsione al ginocchio, entra il Polpo Paul. Sulla fascia destra Lichtsteiner sembra un treno, è uno dei più in forma. Proprio lui imbastisce l’azione che si conclude, dopo una carambola, sui piedi di Pogba, girata fulminea e stoccata di sinistro, Marchetti fulminato.

La Lazio non produce molto, solo un tiro di Radu dalla lunga distanza ben parato da Buffon.Nel mentre i piatti degli antipasti si svuotano, le bruschette vanno a ruba e le cozze non fanno neanche in tempo ad arrivare, Il secondo tempo comincia con l’attesa della pizza. Cosa c’è di meglio di guardare la propria squadra con delle pizze che ti passano dinanzi? Ma la Juve ha deciso di non aspettare, infatti, in pochi minuti cala il poker. Il raddoppio è di Chiellini, Giorgione va in fuga insieme al solito Stephan ”Gump” Lichtsteiner, che vede il difensore della Nazionale tutto solo, lo serve, Chiellini non sbaglia… di destro.

Il terzo gol è il sugello di una prestazione sontuosa, lo segna il treno svizzero che si incunea in area dopo uno scambio al limite tra Tevez e Vucinic, esterno destro su Marchetti in uscita, 3-0. Al 56′ arriva anche il quarto, dopo un’azione che vede Pogba farsi parare il colpo di testa dal portiere biancoceleste, il pallone arriva a Tevez che col piattone firma il primo gol ufficiale in maglia bianconera, alla prima uscita stagionale. Questi panzoni eh… Panzone, come me, che aspetto le pizze, e finalmente arrivano, ma siamo al 60′ circa. Il resto della partita non lascia un segno indelebile nella storia, ci sono i tentativi di Candreva dalla distanza e l’1vs1 di Klose con Buffon. Vince spudoratamente il numero 1 bianconero.

Prestazione maiuscola, squadra ancora non al meglio, ma meccanismi che iniziano a farsi vedere. Sulla sponda biancoceleste, invece, non si vede granché, ma si sente molto. Si sentono i fischi e i bu razzisti, complimenti a lor signori. Potete mostrare la vostra ignoranza quanto vi pare, l’aquila Olimpia non vola, la Supercoppa è rimasta un sogno e la legge del campo ha parlato, come direbbe Lotito: Dura lex, sed lex. Nel mentre arriva l’anguria.

This post was published on Ago 19, 2013 10:33

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne alla Federico II. Appassionato di videogiochi, calcio, cinema e letteratura. Crede che il giornalismo non sia solo ricerca della verità, ma anche sapiente uso di ironia e sarcasmo.

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