Cronaca

“Ultima chemio, suonate”: il gesto di un padre a Barletta trasforma una strada in un applauso

A Barletta, sulla statale 16 bis, un’auto viaggia lenta con una scritta sul lunotto: “Ultima chemio, suonate”. Dentro, un papà con Diego, il suo bambino  che ha appena finito le cure. Fuori, palloncini legati allo specchietto per trasformare un giorno speciale in una festa collettiva. E gli automobilisti hanno risposto: clacson dopo clacson, per tutta la strada, un saluto spontaneo di sconosciuti che si sono fermati un secondo dal loro tragitto per dire “ce l’hai fatta” a un bambino che non conoscevano.

Il video, pubblicato da un’emittente locale pugliese, ha fatto il giro dei social nel giro di poche ore. Non si tratta di una sceneggiatura di un film, è la gioia di un padre che ha avuto un’idea semplice e un territorio che ha risposto senza bisogno di essere convinto. Siamo abituati a leggere i social come il luogo dove la sofferenza diventa spettacolo, dove il dolore altrui si consuma in tre secondi di scroll e si dimentica dopo poco, ma questa storia dice il contrario. Dice che quello stesso strumento, se usato bene, può restituire un pezzo di comunità che sembrava perduto: il video non ha spettacolarizzato la malattia di un bambino, ha spettacolarizzato la sua vittoria; la festa non l’ha organizzata un ente o un’associazione, l’ha creata un padre con un pennarello e un cartello, e l’hanno completata decine di automobilisti che in quel momento hanno scelto di essere presenti, anche solo con un colpo di clacson. È la prova che la solidarietà non ha bisogno di grandi strutture per esistere. A volte basta un gesto piccolo, ripetuto da tante persone nello stesso momento, per diventare qualcosa di più grande.

Quel bambino ha affrontato mesi difficili, fatti di ospedali, terapie, paura. E il ricordo che si porta a casa, insieme alla guarigione, è quello di una strada intera che lo applaudiva. È il tipo di memoria che resta, che aiuta a ricucire quello che una malattia lunga inevitabilmente strappa: la sensazione di normalità, di appartenenza, di essere circondati.

Ieri Barletta ha suonato clacson per un bambino. Ed è una delle poche volte in cui il rumore, invece di disturbare, ha fatto bene.

This post was published on Lug 4, 2026 11:30

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

Recent Posts

UNION NAPOLI, COMINCIA L’AVVENTURA IN SERIE A2: AL PALAVESUVIO ARRIVA MACERATA

Sabato alle 18.30 il debutto della formazione partenopea nel campionato di Serie A2 Credem Banca.…

10 ore ago

Roma, “Vino in musica” alla Libreria ELI: concerto gratuito e degustazione con Tenuta Le Velette

Martedì 20 ottobre dalle 20 l’Ensemble Concordiae accompagnerà il pubblico in un viaggio nella musica…

11 ore ago

Napoli, parole e profumi alla libreria Iocisto: domenica la presentazione di “Ex Manifattura Tabacchi”

Il 18 ottobre alle 11 Rosaria Angerosa presenta il suo “romanzo olfattivo”, nato da un’idea…

11 ore ago

Ritorna Tutto Sposi. La prima fiera del wedding promuove la Cultura del matrimonio e della famiglia

Al via la 37ª edizione, sabato 17 ottobre: alla Mostra d’Oltremare le anteprime delle collezioni…

11 ore ago

Caivano, weekend di musica con Peppe Barra e Maurizio de Giovanni: quattro eventi gratuiti

Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre prosegue “Caivano, tutta un’altra musica”: in Villa Comunale…

11 ore ago

Venezia, al via la prima Venice Food Week: una roadmap per la politica nazionale del cibo

Dal 19 al 24 ottobre istituzioni, FAO, università ed esperti internazionali si confronteranno su salute,…

12 ore ago