Teatro Mercadante: il Cda si spacca e polemizza sullo scandalo

Teatro Mercadante: il Cda si spacca e polemizza sullo scandalo

Il Cda del Teatro Mercadante si spacca e polemizza a proposito dello scandalo dei neoassunti, ma alla fine conviene per chiedere all’Adecco chiarimenti sui criteri di preselezione utilizzati.

Successivamente al caos mediatico provocato dalle presunte irregolarità nel concorso pubblico al Teatro Mercadante e all’esposto in Procura di una dei candidati, la riunione del Cda di ieri ha subito reso esplicito come il consiglio di amministrazione dello Stabile non sia unito e che, addirittura, i rappresentanti regionali siano polemici nei confronti di coloro che sono stati chiamati in causa dai giornali e dagli iscritti al concorso.

Il Cda del Teatro Mercadante si spacca e alcuni polemizzano sulle scelte fatte

Dopo aver approvato all’unanimità il programma artistico triennale da presentare al Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Cda si è spaccato intorno la difficile questione dei 15 neoassunti. La lingua più tagliente e polemica è stata quella di Gennaro Famiglietti, rappresentante della partecipazione della Regione Campania nella proprietà del Mercadante. Gennaro Famiglietti ha contestato l’assegnazione, da lui stessa sottoscritta in precedenza, della preselezione concorsuale a una società esterna come l’Adecco.

Giulio Di Donato ristabilisce l’ordine e la compattezza del Cda

Contro questo dietrofront di Famiglietti si è scagliato il presidente del Cda del Teatro Mercadante Adriano Giannola, il quale ha richiamato il vicario della Regione alle sue responsabilità e alle passate votazioni a favore della regia del concorso in questione. A placare gli animi sullo scandalo del Sistema Miraglia – Lanzotti e sulle incoerenze dei diversi attori chiamati a parlare nella riunione del Cda è riuscito solo Giulio Di Donato, il quale è riuscito a far convenire tutti sulla necessità di una richiesta formale all’Adecco per un chiarimento sui criteri di valutazione esercitati più discutibili.

Per soddisfare l’incalzante richiesta dei 1400 iscritti al concorso, il Cda ha poi deciso all’unanimità per la pubblicazione dei curricula vincitori e giustificato la delibera con una espressione del tipo: “affinché sia chiaro che, per quanto fossero anche parenti di qualcuno, hanno le carte in regola per lavorare qui“.

Non contenti, nel frattempo, 15 esclusi al concorso chiedono l’accesso agli atti concorsuali, in modo tale da poter ricostruire il più fedelmente possibile le considerazioni e i criteri con i quali la commissione giudicatrice del concorso ha agito nei suoi uffici. Una delle figure più controverse di tutta la faccenda, il direttore del Teatro Mercadante, Luca De Fusco ha poi dichiaratostiamo preparando un calendario per incontrare sia gli esclusi entrati nelle cinquine sia quanti non hanno superato la preselezione“.

Le forze politiche comunali e regionali chiedono gli interventi di Caldoro e De Magistris

Ai margini della vicenda iniziano a muoversi e schierarsi pro o contro lo scandalo Mercadante e il Sistema Miraglia-Lanzotti le forze politiche comunali e regionali. Tra queste il Partito Democratico, con gli esponenti Angela Cortese, Antonio Marciano e Raffaele Topo. Questi ultimi hanno compilato un’interrogazione al governatore Stefano Caldoro per fare chiarezza sulle procedure utilizzate all’interno del Concorso. Misure più drastiche a sfavore del Mercadante ma più giuste nei confronti degli iscritti al Concorso è quella del coordinatore regionale di Sinistra e Libertà Salvatore Vozza. Quest’ultimo0 ha richiesto la revoca delle neoassunzioni, fino a quando non vengano chiarite le procedure e le responsabilità impiegate per le selezioni del Mercadante.