La Giunta Comunale di Napoli è impegnata in questi giorni nella faticosa maratona di bilancio che vede contrapporsi l’ormai sparuta maggioranza di Luigi De Magistris, rappresentata dall’assessore al Bilancio Salvatore Palma, all’0pposizione sempre più incalzante del centrodestra guidato da Gianni Lettieri.
Un motivo di grande scontro è stato quello sui “servizi a domanda individuale”, ovvero quei servizi offerti al cittadino per i quali il Comune paga una percentuale, di entità variabile, che secondo l’opposizione è troppo alta. Sarebbe questo, secondo Lettieri, il motivo dell’incongruità di bilancio con cui il Comune di Napoli si trova perennemente a dover lottare. Il capo dell’opposizione si è scagliato duramente contro la maggioranza e i suoi rappresentanti: “se il bilancio non quadra è perché non si è rispettata la legge”. La tesi sostenuta da Gianni Lettieri è infatti quella secondo la quale, dato che il Comune di Napoli ha aderito al predissesto, avrebbe dovuto abbassare le percentuali di copertura dei servizi offerti ai cittadini. Una percentuale che oggi si aggira mediamente intorno al 73%, e che dovrebbe scendere almeno al 36% secondo l’opposizione. Così il bilancio quadrerebbe. Ma i cittadini? Loro si troverebbero a pagare molto di più per quei servizi che oggi gli vengono garantiti, secondo le logiche del welfare, a un prezzo vantaggioso. Tra questi ci sono l’affitto delle sale del Comune e degli impianti sportivi, ma anche il servizio di mensa scolastica e quello funerario.
Insomma, secondo l’opposizione per far quadrare il bilancio in tempi di crisi non c’è altro modo che tassare i cittadini. E a pensarla così non è solo il centrodestra, ma anche la sinistra (Pd, Sinistra in movimento e Ricostruzione democratica) che non appoggia la maggioranza De Magistris. Durissimo il commento in proposito del vicesindaco Tommaso Sodano: “È singolare che tre gruppi della sinistra votino con il centrodestra per fare aumentare le tasse e i costi dei servizi dei napoletani”. Il destino delle tasse dei napoletani sembra dunque appeso al sottile filo di scaramucce politiche che poco o nulla hanno a che fare con i soldi dei contribuenti.
This post was published on Set 24, 2014 12:07
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