Costume e Società

Il “Susamiello”, un dolce saporito ma usato per indicare una persona “pesante”: scopriamo il motivo

Il susamiello è uno dei dolci natalizi più amati, gustoso ed in fondo anche abbastanza leggero in tutt’e tre versioni in cui lo divise il popolo napoletano:

1) susamiello nobile, il più pregiato ed a forma di ciambella, era preparato con farina bianca di prima qualità.

2) susamiello de lo zampognaro, perché si offriva agli zampognari che durante le feste natalizie giravano per le case a recitare la novena, accompagnandosi con i loro strumenti davanti al presepe. Questo era il susamiello più povero, fatto con farina grezza;

3) susamiello o susamiello del buon cammino era quello preparato per offrirlo ai frati e ai preti che, come gli zampognari, nel periodo delle feste giravano per le case dei fedeli. Era ripieno di marmellata di amarena e tra i tre, era il più dolce e saporito …

ma comunque più leggero rispetto ad altri dolci tradizionali motivo per cui sembra più opportuno rivolgersi alla storia etimologica del termine.

Dunque quest’espressione dialettale fa sicuramente riferimento ai pesanti ed opprimenti ceppi a forma di anelli uniti, quasi a forma di S, che venivano collocati alle caviglie dei condannati ai lavori forzati per limitarne i movimenti e soprattutto le opportunità di fuga.

Giulio Cesare Cortese nella favola boschereccia “La rosa” (IV,6) scriveva: « E stace sempe co lo sosamiello / ntuorno l’uosso pezzillo »).

Spesso si utilizza anche l’espressione “è ghiuto a susamiello” per lasciar intendere qualcosa che è arrivata nel momento opportuno, “calzante” bene in uno specifico momento, proprio come “lo sosamiello” calzava bene attorno alla caviglia del condannato.

Si deve, invece, sicuramente alla loro forma, A convalidare quest’interpretazione c’è un’altra espressione dialettale :“tiene ’e coscie a susamiello”, che in genere viene rivolta ad una persona le cui gambe sono tutt’altro che dritte … diciamo pure che sono decisamente storte!

This post was published on Dic 25, 2020 15:47

Marina Topa

Insegnante di lingua e letteratura francese. Per caso ha conosciuto il "Pianeta Infanzia" e si è con slancio catapultata nella scuola dell'Infanzia dove, sempre per caso, ha scoperto di amare la scrittura.

Recent Posts

Napoli, torna “La Notte della Tammorra”: due serate gratuite in Piazza Mercato e omaggio a Roberto De Simone

L’11 e 12 settembre la ventiquattresima edizione del festival della musica e della cultura popolare.…

4 ore ago

Napoli, al Maschio Angioino “Il coraggio della verità”: stasera l’omaggio teatrale a Giancarlo Siani

Venerdì 7 agosto alle 21, nel cortile monumentale di Castel Nuovo, lo spettacolo scritto da…

9 ore ago

Città della Scienza, una serata tra stelle, musica e divulgazione: il 12 agosto torna “Appuntamento in Via Lattea”

Una notte dedicata al cielo, alla scienza e alla musica. Martedì 12 agosto Città della…

12 ore ago

Sant’Antimo, inaugurato il Centro “Liberamente Insieme”

Un luogo pensato per offrire ascolto, consulenza e accompagnamento alle famiglie del territorio. A Sant'Antimo…

13 ore ago

Morte di un cantastorie, il Maestro Francesco Guccini ci ha lasciati

Il Maestro Francesco Guccini ci ha lasciati. Con lui si estingue il vero cantautorato d'autore…

1 giorno ago

Sant’Agnello, torna il Campo Scuola gratuito della Protezione Civile: una settimana di formazione e divertimento per i ragazzi

Una settimana per imparare come affrontare le emergenze, conoscere il territorio e vivere un'esperienza di…

1 giorno ago