Sono 14 i siti contaminati classificati con un livello di emergenza “altissimo” in Campania.
Di questi, sei si trovano nel Casertano, confermando una situazione ambientale che da anni attende risposte strutturali.
È quanto emerge dalla nuova mappa nazionale dei siti inquinati, presentata nei giorni scorsi e rilanciata da Caserta News, elaborata incrociando i dati regionali con quelli dell’Ispra e del commissario nazionale per le bonifiche.
L’obiettivo fissato dal Governo è completare bonifiche e messe in sicurezza entro il 2035, attraverso un piano di interventi dal valore complessivo di 2,527 miliardi di euro.
Secondo quanto riportato da Caserta News, il dossier individua con precisione le aree considerate ad alto rischio ambientale in provincia di Caserta e le relative risorse già stanziate.
Tra i principali interventi previsti:
Cava Purgatorio a Capua: circa 300mila euro destinati alla caratterizzazione dei rifiuti presenti.
Ex area Pozzi Ginori a Calvi Risorta: finanziamento di 12 milioni e 742mila euro per attività di messa in sicurezza e analisi ambientali.
Cava Monti a Maddaloni: 20 milioni di euro per operazioni di bonifica e messa in sicurezza permanente.
Villa Literno: doppio intervento, con 9,7 milioni di euro per il sito di Cuponi di Sagliano e 16 milioni e 817mila euro per l’area di Masseria Annunziata.
Ex discarica Lo Uttaro a Caserta: stanziati 2,65 milioni di euro per la bonifica e la sicurezza definitiva del sito.
Un quadro che restituisce la complessità e la vastità dell’emergenza ambientale nel territorio casertano.
Sulla questione è intervenuta Confagricoltura Campania, che ha espresso forte preoccupazione per i ritardi accumulati negli anni.
Come riporta Caserta News, il presidente Fabrizio Marzano ha definito il quadro emerso “una fotografia allarmante di territori che attendono risposte concrete da troppo tempo”.
Secondo Confagricoltura, alle mappature devono seguire tempi certi e bonifiche immediate, perché le risorse economiche sono già disponibili. Il rischio, sottolinea Marzano, è che ulteriori ritardi compromettano non solo l’ambiente, ma anche imprese agricole, salute dei cittadini e qualità delle produzioni locali.
Confagricoltura Campania ha inoltre accolto positivamente il decreto “Terra dei Fuochi”, che rafforza i controlli, inasprisce le sanzioni e introduce strumenti più efficaci contro i reati ambientali.
L’associazione ha annunciato che vigilerà attentamente sulle operazioni di bonifica e messa in sicurezza, a tutela delle aziende che operano nel rispetto delle regole e del brand Campania, legato alla qualità delle produzioni agroalimentari.
Il percorso verso il risanamento ambientale del Casertano resta complesso e lungo, ma il quadro aggiornato presentato e rilanciato da Caserta News segna un passaggio fondamentale: per la prima volta esiste una mappatura organica, con risorse definite e scadenze chiare.
Ora, come chiedono istituzioni e categorie produttive, la vera sfida sarà trasformare i numeri in cantieri aperti e interventi concreti.
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