Sergio D’Angelo, amministratore ABC: metà stipendio al Cotugno

Sergio D’Angelo, Amministratore dell’azienda napoletana idrica ABC ha deciso di donare metà stipendio al Cotugno fino alla fine dell’emergenza Coronavirus.

In un mio scritto precedente avevo ipotizzato che i politici italiani devolvessero metà del loro stipendio come esempio virtuoso in questo periodo di grande emergenza, il tutto come aiuto per chi è in prima linea a combattere contro un nemico invisibile, i nostri medici ed infermieri che hanno bisogno di mascherine, camici e ventilatori per sopperire ad anni di tagli assurdi alla sanità.

Ho letto la sua lettera aperta e ne ho condiviso i principi ed il valore ed ho voluto, insieme alla redazione di Road Tv Italia, evidenziare la notizia.

Questa il testo della lettera

DIMEZZO LO STIPENDIO ABC PER IL COTUGNO: NON CRITICATEMI, FATELO ANCHE VOI

Il 2 Aprile scorso il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato una mia lettera aperta dove spiegavo le ragioni della scelta di devolvere metà del mio stipendio mensile come amministratore di ABC, all’Ospedale Cotugno fino alla fine dell’Emergenza Covid 19.
Ho ricevuto molti commenti, anche in privato, di apprezzamento per la scelta fatta e voglio qui ringraziare quanti l’hanno condivisa.
Tuttavia devo anche dire che ho avuto l’impressione che non tutti abbiano compreso il senso di renderla pubblica. È stato osservato che “chi vuole essere generoso deve farlo con discrezione, senza nessuna ostentazione del gesto”.
In linea generale, ritengo sia un principio che ovviamente non si può non condividere, salvo, aggiungo per chi ha ruoli pubblici. Perché chi ha responsabilità pubbliche ha il dovere di offrire esempi virtuosi. Per questo motivo non può valere, per un pubblico amministratore, la raccomandazione alla riservatezza. Anzi, in questo caso dovrebbero essere fatte valere ragioni opposte: si deve far sapere.
Del resto, vi chiedo, la riservatezza, nella funzione pubblica, dà in genere più possibilità di far dono oppure offre l’opportunità di sottrarsi alla responsabilità sociale addizionale che deve avere un amministratore pubblico, soprattutto in una situazione drammatica di difficoltà?
Certo in circostanze normali sarebbe stato sufficiente attendersi la buona amministrazione della cosa pubblica e avremmo considerato questo risultato più che positivo. Ma non quando sono richiesti sacrifici straordinari e, a volte insostenibili, ai cittadini.
Perciò ribadisco qui quanto ho scritto al Corriere del Mezzogiorno: «Nei momenti di crisi ognuno deve fare la sua parte e chi ha un ruolo pubblico deve farla più di tutti. Questo al di là della retorica e della demagogia, al di là dei diversi orientamenti politici. (…) Perciò ho deciso di devolvere metà del mio compenso mensile all’Ospedale Cotugno di Napoli, affinché possa usarlo come è più utile, per curare i pazienti affetti da Covid-19 o mettere in protezione gli operatori sanitari».
La speranza resta quella che altri manager pubblici, amministratori e politici che avessero i mezzi economici per poterlo fare, seguano il mio esempio. Devolvendo una parte, anche più piccola, del proprio compenso.
Purtroppo al momento i più sono rimasti in silenzio, altri sono stati persino tentati dall’inseguirmi, magari col bastone.

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