Cronaca

Scarcerata l’attivista simbolo dei diritti delle donne saudite

La nota attivista Loujain al-Hathloul è stata rilasciata dopo 1.001 giorni di carcere duro

Dopo 1.001 giorni di carcere duro, con isolamento, torture, sciopero della fame e violenza sessuale, è stata rilasciata in Arabia Saudita la nota attivista Loujain al-Hathloul, diventata simbolo della lotta per l’emancipazione femminile nel regno dei Saud. A dare la notizia, attesa da giorni, è stata la sorella di Loujain, Lina al-Hathloul, postando una foto della donna commossa e sorridente. “Il volto di Loujain libera è una delle più belle vittorie per i diritti umani degli ultimi tempi“, ha commentato il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, sottolineando che ora, però, “bisogna capire se questa libertà è condizionata a qualcosa“. Secondo il Guardian, i termini della libertà vigilata prevedono il divieto di lasciare il Paese e di parlare della sua detenzione.

Insieme ad altre attiviste, Hathloul conduceva una battaglia pacifica per il diritto alla guida e per la fine del sistema di tutela maschile in Arabia Saudita, che impone alle donne di ottenere il permesso da un tutore prima di fare diverse attività, tra cui viaggiare o sposarsi. Proprio il tentativo di entrare nel Paese dagli Emirati Arabi Uniti, al volante di un’auto, le era costato nel 2014 il primo arresto e la detenzione per 73 giorni. Allora come oggi per la sua scarcerazione era partita una vasta campagna internazionale.

Nel maggio 2018, Loujain – 31 anni – era stata arrestata una seconda volta con una dozzina di altre attiviste, poche settimane prima della storica revoca del divieto pluridecennale per le donne di guidare l’auto. A dicembre scorso, era stata condannata a cinque anni e otto mesi di carcere per reati di terrorismo, tra cui l’aver incitato al cambio di regime, cercato di stravolgere l’ordine pubblico e aver contattato Stati “ostili”. Tutte accuse che secondo la sua famiglia non sono state supportate da prove.

La Corte criminale speciale di Riad – che secondo gli attivisti viene usata per silenziare il dissenso – aveva, però, sospeso la detenzione di due anni e dieci mesi, dopo le intense pressioni internazionali per il suo rilascio. Da allora, la speranza della famiglia era che, grazie alla pena sospesa, Loujain venisse scarcerata in un paio di mesi. Il rilascio arriva dopo che il neo presidente Usa, Joe Biden, ha promesso una linea più severa con Riad sui diritti umani. Ci si aspetta che la Casa Bianca prema per il rilascio dei cittadini con doppia nazionalità americana-saudita, attivisti e membri della famiglia reale, molti dei quali detenuti senza un’incriminazione formale. “Loujain è a casa“, ha scritto sui social la sorella Lina, “ma non è libera. La battaglia continua e non saremo pienamente felici senza la liberazione di tutti i prigionieri politici”.

This post was published on Feb 11, 2021 12:20

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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