Cultura

Sara al Tramonto: la recensione del nuovo libro di Maurizio de Giovanni

La morte somiglia al tramonto del sole, il quale solo in apparenza viene inghiottito dalla notte, mentre in realtà, esso ch’è sorgente unica d’ogni luce, senza interruzione arde, a nuovi mondi reca nuovi giorni, in ogni attimo si leva e in ogni attimo tramonta.

Arthur Schopenhauer

Dal 10 aprile è disponibile in tutte le librerie d’Italia il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, “Sara al tramonto” edito da Rizzoli, e che fa parte della collana Nero Rizzoli.

Si tratta di un libro che – da come ci dicono le classifiche – ha sorpreso il pubblico, grazie alla capacità creativa di un autore che si è messo in gioco ancora una volta, per regalare un viaggio nelle storie, nei dolori, nell’amore, attraverso punti di vista della realtà, alternativi.

Un romanzo intriso d’amore ma privo di una storia d’amore; non è né giallo né noir. È un romanzo Femmina, come il Coraggio di Sara Morozzi, la protagonista, che si assume la responsabilità di amare una sola persona alla volta, desiderandola oltre la morte.

Sara al Tramonto, la nuova proposta di Maurizio de Giovanni al vertice delle classifiche

Maurizio de Giovanni ci presenta un nuovo personaggio donna totalmente diverso da quelli che vediamo accanto a Ricciardi e Lojacono. “Sara al tramonto” è il titolo: è Femmina anche la meditazione, quella che guarda al passato e al futuro, e quindi il tramonto; il momento in cui si tirano le somme. La personalità di Sara è come quella delle onde di un elettrocardiogramma; è schiva e intensamente innamorata, tenera e caparbia, trascurata ma profondamente femminile.

Una donna incapace di fingere, che sopravvive in una condizione di solitudine metropolitana supportata da un fortissimo intuito; peculiarità e sfumature comuni alle donne, che si inseriscono in una storia tra le storie. Sara è una poliziotta in pensione che interpreta i vivi, nutrendosi di nostalgia, e non aspettandosi nulla dal futuro. I suoi capelli grigi, l’assenza di trucco e l’abbandono del marito e del figlio per amore del suo Massimiliano, rappresentano l’essenza del romanzo, dove la scelta dell’invisibilità denota la totale mancanza di interesse nell’avvenire, che è stato stroncato dalla morte del suo grande amore, col quale condivideva il lavoro nei Servizi. Stavolta l’autore si è fatto affascinare da una protagonista dalla personalità articolata; una scelta coraggiosa, visto che le donne sono più difficili da gestire, specie se hanno un’anima così stratificata. Alle ferite, alla malinconia, al dolore e alla perdita, fanno da contrappeso personaggi da commedia come Davide Pardo e il cane Boris, il Bovaro bernese di 60 kg. Sara al tramonto potrebbe essere definito il romanzo del ribaltamento dei ruoli, e della responsabilità; un libro caratterizzato da una trama che oscilla dal criterio apparentemente logico alla sfumatura psicologica, e bilanciata dalla contrapposizione di elementi noir ma anche comici, dove le donne fanno scelte che solitamente sono concesse solo agli uomini.

Sara è invisibile, ma sopravvive nutrendosi del ricordo, attraversa e indaga sentimenti – occupandosi di indagini parallele – in una Napoli discretamente presente. La penna seducente di Maurizio de Giovanni ancora sorprende, restando fedele alla sua cifra stilistica poetica che, seguendo un istintivo fiume narrativo regala una storia tutto sommato nera – ma sarebbe riduttivo inquadrarla in un solo genere -, con tocchi di commedia, costruita intorno ad un personaggio complesso e bellissimo, senza ammiccare al lettore.

Per ulteriori informazioni sulla trama, clicca qui.

This post was published on Apr 24, 2018 10:32

Annalisa Guida

Sognatrice per mestiere, grafomane per passione, art and red lips addicted. Se non esistesse la cultura la inventerei, ma dato che c'è già ho deciso di farne un lavoro e di parlarvene in questa rubrica.

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