C’era la festa della Lega a Pontida, quel 13 giugno del 2009. Matteo Salvini e’ in maglietta a mezze maniche, circondato dai suoi sostenitori. Alza il bicchiere di birra e fa partire il coro: “senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani…“. Sono passati giusto dieci anni e il Capitano incassa i voti anche di quelli che per anni ha chiamato terroni: 600mila preferenze in tutto il sud, 13mila a Napoli; recordman da Pescara a Palermo. Vola oltre il 30% anche a Riace, il comune che la sinistra ha battezzato modello d’accoglienza per i migranti e che evidentemente tanto modello non si sentiva, visto che Mimmo Lucano neanche ce l’ha fatta ad essere eletto consigliere. Matteo Salvini assieme alla vittoria si prende anche i simboli, lasciando a M5s e Pd le briciole.
E la Toscana? Sono dolori anche li’, visto che il 33,51% e’, di fatto, una sconfitta: primo partito ma 23 punti in meno, mentre la Lega sale di 29 punti ed e’ al 31,48%. Un segnale chiarissimo, che si ripete tale e quale a casa di Matteo Renzi: Rignano sull’Arno volta le spalle all’ex premier punendolo con un -24% mentre la Lega sale dall’1,79% al 23,19%. Che non siano piu’ i tempi del 40% e’ evidente anche sulla spiaggia radical chic di Capalbio, altro simbolo che gia’ aveva mollato i dem alle politiche e che oggi conferma la sua scelta: 47,2% alla Lega, ventisei punti in piu’ del Pd. Poi c’e’ Moncenisio. Nel comune piu’ piccolo d’Italia e” andato a votare il 100% degli aventi diritto, 32 persone. La Lega prende poco piu’ del 34% ed e’ il primo partito con 11 voti. E gli altri? Sette voti ai cinquestelle, 5 al Pd. L’ennesimo simbolo che finisce a Salvini.
This post was published on Mag 28, 2019 11:47
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