Ritorno in classe, dalle mascherine ai bus: tutti i nodi da sciogliere

Non si colma la distanza tra governo e Regioni sui punti cardine della ripresa della scuola.

Dopo il vertice tra governo e Regioni per decidere sulle misure di sicurezza con cui far ripartire l’anno scolastico dopo lo stop per l’emergenza coronavirus, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome è convocata oggi in seduta straordinaria, in videoconferenza, per valutare il documento dell’Iss sulle “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”. Documento che sarà sul tavolo di una riunione della Conferenza Unificata, prevista con tutta probabilità per domani.

Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha proposto ai presidenti di Regione e agli enti locali di adottare formalmente le indicazioni dell’Iss, con eventuali integrazioni o suggerimenti operativi per le attività delle Asl sui territori.

Ma sono ancora molte le distanze. In particolare dai governatori è arrivato un deciso “no” alle mascherine in classe. Resta da sciogliere anche il nodo dei trasporti, in particolare sugli scuolabus, dove il distanziamento chiesto dal Comitato tecnico scientifico rischia di lasciare molti alunni a piedi. “Ad oggi non ci sono soluzioni sostenibili né per il trasporto pubblico locale, né per quello scolastico”, ha detto il governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

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