Rifiuti tossici: Paolo Graziano e gli allarmisti

La lettera del dr. Marfella in risposta alle affermazioni di Paolo Graziano

di Redazione

Napoli – “I consumatori hanno il diritto di essere informati con dati certi e non attraverso opinioni, evitando cosi’ che da un giusto e comprensibile livello di attenzione si passi a un pericoloso allarmismo. Bisogna impedire che politici o produttori di altri territori possano strumentalizzare la vicenda traendone ingiustificati vantaggi”. Queste le parole di Paolo Graziano, presidente dell’Unione Industriali di Napoli, su “La Repubblica” in merito alla vicenda dello sversamento illecito di rifiuti tossici in Campania. Parole difficili da digerire per qualcuno, come il dr. Antonio Marfella, sostenitore dei comitati della Terra dei Fuochi e dei Veleni, autodefinitosi “allarmista onorario”.

Le preoccupazioni di Graziano sono in parte condivisibili laddove si mostra preoccupato dal calo di vendite subito dagli agricoltori campani in seguito a quella che potrebbe essere definita la “cattiva pubblicità” della Terra dei Fuochi; tuttavia, le sue dichiarazioni fanno indignare chi, da allarmista – per di più inascoltato – è stato trattato per molti anni, mentre i cittadini campani continuavano a morire di tumore, mangiare cibi tossici e bere acque avvelenate dai rifiuti tossici illegalmente sversati nella loro terra.

Non ha resistito ad esercitare il diritto di replica, il dr. Marfella, che si annovera tra coloro che allarmisti lo sono e continueranno ad esserlo per la Campania: del resto, le sue lotte al fianco dei cittadini hanno contribuito letteralmente a “dare l’allarme”, facendo luce su una situazione grave e gravosa che, da più parti, si continuava a far finta di non vedere.

Di seguito il testo della lettera che il dr. Marfella ha inviato a “La Repubblica”, in risposta alle affermazioni di Paolo Graziano.

“Carissimi, dopo trenta anni di sversamenti illegali di rifiuti industriali prodotti e smaltiti in regime di evasione fiscale che hanno avvelenato in un modo così grave nostra Madre Terra, e dopo oltre venticinque milioni di tonnellate di rifiuti tossici che abbiamo ingerito, respirato, bevuto per circa trenta anni senza che nessuno, e sottolineiamo nessuno, di coloro che avevano la responsabilità di tutelarci quanto meno ci avvertisse, tacciare ancora di “allarmismo” chi onora il proprio ruolo e fa il proprio dovere a tutela della salute pubblica, per noi non è un disonore, ma un grande onore!

Le dichiarazioni del Presidente della Unione Industriali dr. Paolo Graziano, ospitate sul vs giornale oggi sabato 5 ottobre 2013, che ancora invitano alla “cautela” non ci informano minimamente di quali urgentissime ed efficaci azioni stia mettendo in campo l’Unione Industriali per evitare che la regione Campania sia ancora ufficialmente, dai dati ISPRA, l’unica Regione d’Italia a “rifiuti zero” industriali, vista la totale e perdurante assenza, di responsabilità esclusivamente privata, di impianti a norma per il corretto smaltimento di rifiuti industriali e tossici come per esempio il micidiale amianto, testimonianza indiscutibile di una imprenditoria privata ancora gravemente ammalata di evasione fiscale in Campania!

Il popolo intero della regione Campania è stato ormai istruito, educato e formato sulle vere cause della sua tragedia sanitaria e non tollera più, specie dal Presidente della Unione Industriali, di essere umiliato per “allarmismo” e/o per la falsa mancanza di impianti per i rifiuti urbani come i maxi-inceneritori che servono, come le maxi-discariche, solo agli evasori fiscali, e non invece rassicurato sulla immediata comparsa di impianti a norma per i rifiuti industriali.
Il popolo campano oggi non tollera più, dopo oltre trenta anni di silenzi e di complici omissioni, che neanche un metro quadro di territorio sia stato messo in sicurezza e bloccato realmente al consumo alimentare umano dopo, ripetiamo, oltre venticinque milioni di tonnellate di rifiuti industriali e tossici che avvelenano le nostre terre migliori e che andavano correttamente smaltiti proprio dai quei privati imprenditori che ancora costituiscono un vero cancro non estirpato all’interno della imprenditoria privata.

Ricordiamo al Presidente Graziano che “Chi evade il fisco, avvelena anche te!”
Signor Presidente, gli imponga di smettere, anziché invitare noi a non essere “allarmisti”!
Signor Presidente, noi siamo onorati di essere “allarmisti” a tutela di questo popolo massacrato!

Lei ha la coscienza tranquilla nel continuare a tentare (inutilmente!) di coprire le omissioni e le mancanze assassine di quel cancro vero di imprenditori privati che continuano ad avvelenarci ogni giorno distruggendo la nostra comune Madre Terra?”

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