Napoli si prepara a diventare ancora una volta il centro mondiale della pizza con la XXIII edizione del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, manifestazione che riunirà centinaia di professionisti provenienti da ogni continente per tre giornate dedicate alla competizione, alla formazione e allo scambio di esperienze.
L’edizione 2026 si distingue per una partecipazione internazionale senza precedenti. Per la prima volta saranno presenti concorrenti provenienti da Finlandia, Armenia, Porto Rico e Bosnia-Erzegovina, che si aggiungono alle numerose delegazioni già attese da Europa, Asia, Americhe e Oceania.
In totale saranno oltre 600 i pizzaioli che arriveranno a Napoli dopo aver superato le selezioni svolte nel corso dell’anno attraverso le tappe della Caputo Cup, organizzate in più di cento Paesi. Solo i migliori hanno conquistato il diritto di partecipare alla finale mondiale e contendersi il prestigioso Trofeo Caputo.
L’evento rappresenta molto più di una semplice gara. È un momento di incontro tra culture gastronomiche differenti, dove tecniche, tradizioni e innovazioni si confrontano nella città che ha dato i natali alla pizza e che continua a rappresentarne il punto di riferimento internazionale.
“La nostra è stata un’intuizione visionaria e portata avanti. Realizzare un evento capace di attrarre i pizzaioli di tutto il mondo lì dove la pizza è nata, a Napoli. Creando l’occasione per trasmettere “l’arte del pizzaiuolo napoletano”, così come riconosciuta dall’Unesco, a tantissimi giovani professionisti di altrettante nazionalità“, ha dichiarato Antimo Caputo, amministratore delegato del Mulino Caputo.
Per Caputo il valore della manifestazione risiede soprattutto nella possibilità di creare connessioni tra professionisti provenienti da realtà molto diverse.
“Questi momenti di condivisione sono essenziali: si apprende, ci si confronta, si sperimenta. Ed è proprio in questi frangenti, dall’incrocio di culture e di storie gastronomiche, che si affermano le nuove tendenze. Pensiamo al rilancio della Pizza Americana artigianale di alta qualità, che unisce le caratteristiche di questa tipologia d’Oltreoceano al plus dei tanti prodotti di eccellenza provenienti dalla Campania. Una ricaduta positiva per tutta la filiera: dalla farina ai pomodori, dall’olio ai latticini, in un trend virtuoso che vede esportare, accanto alle materie prime di alta gamma, un altrettanto autorevole know-how alimentare“.
Tra le novità che hanno contribuito ad ampliare l’interesse verso il campionato c’è anche la categoria Pizza&Vino, introdotta nella passata edizione e confermata quest’anno dopo il successo ottenuto tra concorrenti e addetti ai lavori. “Lo scorso anno abbiamo introdotto la categoria di gara “Pizza&Vino”, per premiare l’abbinamento ideale tra l’arte della pizza e le eccellenze enologiche. Un’intuizione che ha riscosso numerosi apprezzamenti e che si sta imponendo come un punto di riferimento in tutte le competizioni di settore“, ha spiegato Gianluca Pirro, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani.
Saranno dodici le categorie nelle quali si misureranno i partecipanti, ma il momento più atteso resta la sfida dedicata alla Pizza Napoletana STG, considerata la regina del concorso e destinata ad assegnare il titolo di Campione del Mondo.
“Prima inter pares, quella della Pizza Napoletana S.T.G. che incoronerà il Campione del Mondo. Un titolo, come amiamo ribadire e come dimostra il palmarès delle passate edizioni, che ti cambia la vita“, ha concluso Pirro.
Campionato Mondiale del Pizzaiuolo, a Napoli oltre 600 concorrenti da 35 Paesi per la XXIII edizione














