domenica, Febbraio 25, 2024
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Radio Bunker, la radio che parla di cultura

La radio da sempre è uno dei mass media più utilizzati in tutto il mondo e, anche quando sembrava che fosse diventata ormai fuori moda, si è rinnovata, reinventata, adattandosi al mondo moderno, quello dalla rete internet. Nel nostro panorama nazionale affiorano tantissime emittenti, ognuna con una propria identità e, tra le tante, una su tutte mi ha colpito profondamente, una realtà che ho scoperto da poco ma che ha spento da pochi giorni la sua terza candelina di compleanno: parlo di Radio Bunker. Emittente nata quasi per caso, per gioco, tra amici appassionati del settore e che deve il suo nome alla location dove è situata, una cantina di un vecchio palazzo gentilizio di Ferrara lì dove cellulari e dispositivi elettronici non hanno linea ( quindi una sorta di bunker vero e proprio ). Una radio che si differenzia dalla massa, una vera e propria “portatrice di cultura”: non mancano momenti di musica e di intrattenimento, ma il suo “core business” è rappresentato della cultura a 360°. Un settore in particolare trattato con vera passione è quello dei viaggi, ma non quelli esotici, mete preferite dalla maggior parte degli italiani, ma luoghi nazionali, magari quelli poco conosciuti, ma ricchi di fascino artistico-storico-naturale. L’Italia è un Paese dalle mille ricchezze, ma, come spesso mi capita di dire, è quasi sconosciuto a noi stessi italiani, dediti per lo più a viaggi di tendenza, all’estero, ignorando l’immensità delle bellezze che abbiamo sotto i nostri stessi occhi. Con oltre 300 episodi e innumerevoli ospiti, Radio Bunker ha quindi rivolto il suo obiettivo verso i borghi italiani, scrigni di civiltà che tramandano storie millenarie, tradizioni e mestieri antichi. Da Ferrara, città natale della sua redazione, il network offre agli ascoltatori un viaggio senza tempo attraverso le storie, delineando un affresco vivo dell’Italia contemporanea. Ho conosciuto pochi giorni fa il founder di questa splendida radio, Simone Zagagnoni e ha rilasciato un’intervista per RoadTv Italia:

Simone, quando nasce l’idea di Radio Bunker?
L’idea era già nell’aria fin dagli anni ’90 quando con la prima internet ed i primi siti che offrivano servizi mediatici free, nacque nella cantina di casa mia, dove allora mi ero ritagliato uno spazio tutto mio, ‘Bunker Radio’. Si trattava di un account all’interno di questo portale in cui una persona poteva trasmettere grazie ad una comoda ed intuitiva interfaccia sia musica che video. Poi vuoi le cose della vita, il lavoro, il fatto che sono andato via da Ferrara per qualche anno, la cosa è morta lì. Verrà ripresa poco prima della pandemia quando è partito un progetto di podcasting teso a narrare alcune cose italiane, soprattutto storia e monumenti. Con il blocco dei movimenti e delle libertà che tutti conosciamo come ‘lockdown’ viene anche a mancare la possibilità di andare ad intervistare direttamente le persone e realizzare dei videoclip in altre città. Il 25 dicembre del 2020, mentre con l’amico Gilberto si aspettava il pranzo di Natale ci venne l’idea. Se la gente non poteva andare in giro per l’Italia, saremmo stati noi a portare l’Italia nelle loro case! Realizzammo la prima puntata, molto scanzonata e nel pomeriggio la seconda. Ora di sera gli ascolti attraverso la piattaforma su cui avevamo caricato le due puntate avevano superato i 90mila ascolti. Il viaggio era iniziato.
Radio Bunker va in controtendenza rispetto ad altre emittenti nazionali e locali che trasmettono musica o trasmissioni più frivole… perché questa scelta?

Semplice, siamo dei veri amanti della nostra bellissima Italia. Mentre in tanti preferiscono disinteressarsene o addirittura lasciarla, noi preferiamo indagare attraverso le maglie del tempo, fra le sue mille e più tradizioni, nei suoi numerosissimi piatti regionali, fra le feste patronali, raccontandone origini e storia. Il nostro focus non è la musica, certo fra un contenuto e un altro in puntata intervalliamo con dei brani ma non è questa la nostra mission.
Non hai timore che magari la cultura possa “annoiare” e che quindi Radio Bunker possa perdere appeal nel tempo?
Sì, ci abbiamo pensato più volte, proprio per quello abbiamo deciso di abbracciare ogni tipologia di argomento ‘Made in Italy’ tranne religione e politica o argomenti potenzialmente divisivi. Quello che fa dell’Italia la nazione più amata e ambita del mondo è materia di ammirazione e di studio in tutto il pianeta, quindi dubito ci possa essere un calo dato, per il momento, il gran numero di accessi fra portale web, canali social e canali podcast.
Nel palinsesto di Radio Bunker largo spazio viene dato ai viaggi, in Italia, nei luoghi magari poco conosciuti ma ricchi di cultura…
Tutto è partito verso la fine della pandemia e del lockdown. Abbiamo pensato in quanto grandi appassionati e conoscitori del mondo del turismo e dell’arte italiana, ma come potranno, città come Venezia, Roma, Firenze, risollevarsi in fretta una volta finito tutto? Sono motori turistico culturali davvero imponenti e muoverli una volta fermati avrebbe richiesto ingenti somme di denaro pubblico e privato e tempo, tanto tempo. Così abbiamo rivolto la nostra attenzione ai nostri borghi, una rete, un tessuto che compone la vera ‘pelle’ della nostra Nazione. Esistono borghi piccolissimi con abbazie, castelli, ruderi di epoca romana ed etrusca se non più antiche che, nello stesso luogo, in un arco di pochissimi chilometri offrono anche spettacoli paesaggistici naturali ma anche esperienze enogastronomiche uniche nel loro genere, indimenticabili! Ed ecco una parte della nostra mission, parlare di questi luoghi, raccontare la piccola pieve con gli affreschi del XII secolo, riportare all’attenzione dei più la strada romana che passa sotto il piccolo centro abitato o la necropoli che ci catapulta a oltre due millenni fa per non parlare delle tradizionali feste patronali, alcune delle quali hanno secoli e secoli di storia viva.
Il vostro claim è “l’Italia che si racconta”…
Si è il nostro slogan con cui chiudiamo le nostre puntate e che fa parte del nostro brand. Tornando all’inizio di quest’intervista, questa frase l’abbiamo coniata proprio quando noi abbiamo idealizzato il concept di un’Italia che ‘entra nelle case’ della gente attraverso questa nuova forma di radio. Come se l’Italia stessa fosse una creatura vivente in carne ed ossa che puntata dopo puntata parlasse di se stessa alle persone.
La radio può essere ancora un mezzo per diffondere cultura?
Assolutamente si! Ne è la riprova questa nostra ‘start-up’ che pur non essendo ancora commerciale, ha raggiunto livelli di ascolti, anche per noi, impressionanti, divenendo, prima un podcast, poi una radio ed ora un vero e proprio network.
Nel giro di pochi anni Radio Bunker è già diventata una realtà consolidata nel settore… quali sono i suoi obiettivi futuri?
Il giorno di Natale di quest’anno sono stati anche tre anni che esistiamo. Abbiamo più di trecento puntate, oltre quattrocento ospiti che ogni tanto ci chiedono di tornare, quasi nove milioni di ascolti e siamo presenti oltre che su tutti i social, su molte delle più popolari piattaforme di podcasting. In più abbiamo un canale Youtube in continua crescita. Il nostro prossimo obiettivo è poter passare ad una fase commerciale, raccogliere degli sponsor per poi proporre anche una scelta musicale di qualità più alta che essendo coperta da diritti d’autore, ora non possiamo permetterci di inserire a causa degli importanti costi che questa operazione costringerebbe. Vorremmo poi essere più presenti e capillarmente più ascoltati anche dai nostri concittadini all’estero ed è proprio per questo motivo che stiamo allacciando i contatti con i vari Com.It.Es in giro per il globo.
Tante sono le radio e web radio dove tanti giovani tentano di sfondare nel mondo radiofonico… Secondo te qual’è la regola da seguire per non perdere la speranza?
Beh in primis la passione. La nostra, come detto all’inizio di questa nostra chiacchierata è quella di tutto ciò che è italianità. La vostra qual’è? Ecco, fermatevi lì e ragionate cercando di comprendere se questa vostra passione potrebbe darvi uno sbocco radiofonico e non fatevi fermare dal classico pensiero limitante del ‘Ah ma tanto ci sono già altri che trattano questo argomento!’ Si forse è vero, ma non siete voi, non ha la vostra unicità! Quindi, su le maniche e datevi da fare per divertirvi!
Per concludere, i nostri lettori come potranno supportare il grande lavoro che state facendo?
Beh, prima di tutto, ascoltarci, condividerci, iscriversi ai nostro social e seguirci pure li, poi contattandoci via WhatsApp per segnalarci monumenti, feste, sagre, ricette, artigiani e tante altre cose che poi alla fine trovate fra le nostre puntate, segnalateci le vostre eccellenze locali! Poi se lo desidereranno, attraverso il pulsante che si trova in homepage, potranno sostenerci con una donazione libera.

 

Gli ascoltatori possono sintonizzarsi su Radio Bunker tramite il portale web www.radiobunker.it, o accedendo a note piattaforme di podcasting come Spreaker o Spotify, oltre che attraverso i più diffusi social media.

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Fabio Iuorio
Fabio Iuorio
Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre Ho amato il ruolo di giornalista e speaker radiofonico fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, come si evince dal titolo della mia trasmissione ( Imagine - Il Mondo Che Vorrei ) … sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.
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