venerdì, Settembre 24, 2021
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“Qui rido io”, Martone a Venezia 78 racconta Scarpetta e la paternità negata

In conferenza stampa anche una parte del cast oltre al regista Martone, Iaia Forte, Maria Nazionale, il protagonista Toni Servillo, Ippolita di Majo

Lunghi applausi in sala al termine della proiezione per la stampa e in conferenza stampa per “Qui rido io” di Mario Martone film in concorso alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia, che racconta l’epopea di Eduardo Scarpetta e la sua numerosa famiglia, fatta di figli avuti da piu’ donne che convivono come una grande tribu’, tra i figli (non riconosciuti): Eduardo, Peppino e Titina De Filippo.

Protagonista uno straordinario Toni Servillo che interpreta il grandissimo commediografo e attore Scarpetta, simbolo di una napoletanita’ spensierata ma al contempo popolare.

Cruciale nel suo cammino artistico sara’ la parodia da “La figlia di Iorio” di Gabriele D’Annunzio che gli costera’ una denuncia per plagio da parte del poeta Vate fomentata dai poeti Bovio, Di Giacomo che lo portera’ in tribunale ma che Scarpetta vincera’ grazie a Benedetto Croce. In conferenza stampa anche una parte del cast oltre al regista Martone, Iaia Forte, Maria Nazionale, il protagonista Toni Servillo, Ippolita di Majo.

La scintilla di questo film– ha spiegato il regista – e’ scattata lavorando al sindaco del rione sanita’, mi sono accorto di quanto il tema della paternita’ negata fosse importante, come in Filomena Marturano. Ho pensato che c’era un mistero che si poteva affrontare di una famiglia tribu’, con un genio del teatro come Scarpetta, un patriarca amorale, scrive ‘qui rido io’ sulla villa che riesce ad acquistare col suo desiderio di riscatto. Con tutti questi figli attori che fa studiare, tutti maschi e femmine. Scarpetta conteneva la forza creativa di una citta’ come Napoli c’e’ il teatro e il cinema che nasce a Napoli si vede all’inizio l’inquadratura dei fratelli Lumiere del 1899“.

E ancora la paternita’ centrale nel film. “Questi figli che non riconoscera’ mai– ha aggiunto Martone – a cui lui trasmette misteriosamente il seme della creativita’ e del genio. Eduardo si accende sul tema della paternita’, non ha mai voluto parlare del padre Scarpetta ma solo dell’artista. Lo abbiamo immaginato come una commedia, come il teatro di Eduardo De Filippo”.

Toni Servillo che interpreta Scarpetta, ne ha studiato in profondita’ il dato psicologico e caratteriale.

Ho immaginato Scarpetta come un animale – ha sottolineato – che preda e traccia i confini di un limite dove fare la caccia. Le sue prede sono le donne, i testi, i teatri, le citta’. E nel suo mondo si mischiano le tende dei salotti e le quinte del palcoscenico. Un’occasione magnifica per un attore che fa l’attore celebrando la vita, coincidono le nascite e le morti, i successi e i fiaschi‎, un attore che rappresenta la vita attraverso il corpo. Racconta questo irresistibile vitalismo di Scarpetta che e’ un attore che celebra la vita”.

‎Il film e’ girato quasi interamente negli interni come se fosse una commedia teatrale. A fare da scenografia del film ci sono le canzoni napoletane.

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Nel film si parla del momento piu’ difficile per Scarpetta, quello della denuncia per plagio dell’opera di D’Annunzio per la sua parodia irridente intitolata “Il figlio di Iorio”, i nemici di Scarpetta sono i giovani autori napoletani ma anche gli stessi figli’.

Sul piano storico i nemici di Scarpetta – ha proseguito il regista – sono la nuova generazione di autori che testimoniarono contro Scarpetta per la causa della societa’ degli autori, sono Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio. Un nemico feroce e’ il figlio Peppino abbandonato per cinque anni. Scarpetta e’ mitologico, pecca di hybris, vuole la sfida con Gabriele D’Annunzio. L’episodio dell’incontro raccontato da Scarpetta e’ straordinario e la ricostruzione che ne facciamo e’ molto divertente“.

Maria Nazionale che interpreta la moglie di Scarpetta, ha tratteggiato il suo personaggio di “donna forte” che tiene in asse la famiglia è tiene testa a Eduardo. “Ero entusiasta di farlo, – ha spiegato- si e’ parlato dei tre fratelli e di Scarpetta ma non si conosceva Rosa ed era giusto proporre questo personaggio. Scarpetta conobbe Rosa quando era incinta del re Vittorio Emanuele, poi arriva Vincenzo e Maria e lei tiene testa a tutto questo, lui costruisce il suo harem e lei mette da parte il suo dolore di donna“. ‎Il film sara’ in sala il 9 settembre.

"Qui rido io", Martone a Venezia 78 racconta Scarpetta e la paternità negata
Redazione Desk
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