Questione rifiuti: Regione Campania e governo nazionale si impegnano a diminuire la produzione dei rifiuti

Questione rifiuti: prevenzione, riduzione e riciclo sono le nuove parole d’ordine nella gestione dei rifiuti

di Sara Di Somma

La questione rifiuti continua a tenere banco in Campania quanto a livello nazionale: da più parti inizia a farsi strada – finalmente – la convinzione che un’attività costante di riciclo e riduzione dei rifiuti sia imprescindibile se si intende risollevare le sorti dell’ambiente e del pianeta. Il governo nazionale ha risposto il 7 ottobre alle direttive europee in materia, aderendo al Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti.

Il Programma, nato dal lavoro congiunto di istituzioni, realtà produttive e cittadini impegnati per la tutela dell’ambiente, intende scindere la crescita economica nazionale dall’impatto ambientale della produzione di rifiuti: in base alle ricerche effettuate dall’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il governo italiano dovrà vigilare affinchè le realtà produttive nostrane riducano del 5% la produzione di rifiuti urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi per unità di Prodotto Interno Lordo, nonchè del 10% la produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Prodotto Interno Lordo.

La prevenzione nell’ambito della gestione dei rifiuti preoccupa, per ovvie ragioni, anche la Regione Campania che ha, invece, approvato il Piano per la minimizzazione dei rifiuti, che – come ha dichiarato Giovanni Romano, assessore regionale all’Ambiente – rappresenta “una lotta ai rifiuti vista in una ottica ex ante, ovvero di non produzione del superfluo”.

Il piano prevede la realizzazione di azioni specifiche per la cui attuazione la Regione Campania ha stanziato ben 30 milioni di euro. Quattordici azioni positive che, mirando al riuso e alla riduzione dei rifiuti, prevedono strategie diverse a seconda del materiale da ridurre/riciclare. Per gli imballaggi, ad esempio, tanto per i cibi quanto per i detersivi o i prodotti per l’igiene personale, sarà favorito il riutilizzo dei contenitori attraverso la vendita di prodotti sfusi oppure, per contrastare l’attuale eccessiva produzione di carta, saranno progettate azioni anti-spreco negli uffici pubblici. Saranno, inoltre, erogati contributi economici ai comuni con meno di 30mila abitanti che si doteranno di impianti per il compostaggio e, per le strutture ospedaliere, sarà persino possibile acquistare kit di pannolini riutilizzabili tramite contributo statale.

Una vera e propria inversione di rotta per la regione che si impegna nella tutela dell’ambiente riducendo l’impatto dei rifiuti sull’ecosistema, una strategia che, con la raccolta differenziata, rappresenta il punto d’arrivo per una gestione davvero virtuosa del ciclo dei rifiuti. La Campania, che di emergenze rifiuti e danni all’ecosistema ne ha subiti davvero fin troppi, è pronta a fare la sua parte, puntando sulla prevenzione e su campagne di sensibilizzazione: “è un programma per promuovere tante piccole azioni quotidiane finalizzate a cambiare le abitudini dei cittadini facendo leva sull’aspetto emozionale e sulla convenienza che deriva dallo spendere sempre meno per involucri inutili per smaltire i quali siamo tutti costretti a pagare il costo aggiuntivo della loro eliminazione” ha dichiarato l’assessore Romano.

23 ottobre 2013

 

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