“Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”

Era il 12 aprile 1961 quando l’astronauta russo Jurij Gagarin a bordo della navicella Vostok 1 raggiunse per primo nella storia la bassa atmosfera terrestre, la Termosfera, all’altituine di 302 km.

Oggi a distanza di 58 anni viene commemorato quell’evento, celebrando la Giornata mondiale dell’uomo nello spazio, che ha garantito un grande passo in avanti per le spedizioni spaziali.

La missione ebbe inizio al cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, all’epoca segretissimo, nella quale tutt’oggi continuano ad essere lanciate le navette Soyuz che portano gli astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale ( ISS ). Nonostante la Russia sia stata la prima nazione a concludere un programma spaziale, l’America arrivò il 20 luglio 1969 a spedire in orbita lunare e a far posare sulla superficie l’Apollo 11 con l’uomo che da lì a poco avrebbe messo piede sul satellite naturale della Terra: Neil Armstrong.

Oggi gli obiettivi sono cambiati e si aspira molto più in grande. Elon Musk, fondatore e CEO di SpaceX (Space Exploration), crede che entro il 2025 l’uomo possa iniziare a creare una colonia su Marte e stabilirsi lì. L’impresa è di dimensioni bibliche se si pensa che il pianeta rosso dista dalla Terra 220 milioni di chilometri.

Un viaggio verso Marte durerebbe all’incirca 18 mesi con dei costi che superano il miliardo. Da quando è stato effettuato il lancio del primo uomo nello spazio, le ricerche in ambito astronomico e spaziale sono notevolmente aumentate. Si pensi alla recente fotografia di un buco nero per la prima volta nella storia dell’astronomia oppure ai test che sono stati effettuati sulla nave-prototipo “Spaceship” costruita dalla SpaceX.

Ancora oggi vengono effettuati test, in condizioni di microgravità, per scoprire come rendere più efficiente la creazione di nuove sostanze e nuovi composti. Non sarebbe strano però che un giorno gli umani iniziassero a vivere su un pianeta che non sia la Terra, forse in una colonia e con altre forme di vita,  grazie allo sviluppo delle eplorazioni e della tecnologia.

Vittorio Senzio 

Giovanni D’Errico 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *