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“Picasso e l’antico”, la mostra al Mann che ripercorre la permanenza dell’artista a Napoli

Mercoledì 5 aprile 2023 inizia la mostra “Picasso e l’antico” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che nasce nell’ambito dei cinquant’anni dalla morte del pittore spagnolo.

Inizia mercoledì 5 aprile 2023 la mostra “Picasso e l’antico” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che nasce nell’ambito dei cinquant’anni dalla morte del pittore spagnolo, con iniziative che stanno fiorendo un po’ in tutto il mondo. La mostra, curata da Clemente Marconi, racconterà l’influenza profonda che il mondo dell’arte classica ha esercitato sulla produzione del pittore malagueño. Mostra che, divisa in due parti, durerà dal 5 aprile al 27 agosto 2023: quasi 5 mesi per ammirare diverse grandi opere di Picasso, scomparso l’8 aprile del 1973 a Mougins, in Francia. L’intento della mostra “Picasso e l’antico” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli non è tanto di esporre opere di un artista moderno in un museo archeologico, quanto, piuttosto, quello di illustrare la profonda influenza di uno dei più grandi musei di arte classica sull’opera di uno dei più importanti artisti moderni.

“Il MANN partecipa alle celebrazioni internazionali per il cinquantenario della morte di Picasso con una preziosa mostra che parte dal suggestivo racconto della sua celebre visita a Napoli e Pompei nel 1917” dice il direttore Paolo Giulierini. “Siamo di fronte al più raffinato dialogo mai composto fra i disegni e le opere del Maestro e le statue e gli affreschi delle collezioni Farnese e pompeiane. Nessun museo al mondo poteva costruire una simmetria del genere. L’esposizione ribadisce l’assoluta continuità del pensiero artistico fatto di lasciti e rielaborazioni innovative. Ma soprattutto, lancia un messaggio molto chiaro: ora più che mai l’arte può unire e condannare il lato più deteriore dell’uomo, come già fece Picasso con la celebre Guernica. Picasso arriva al MANN in un momento storico per il nostro museo che ha raddoppiato i propri spazi ed ora restituito alla fruizione l’ala occidentale con sale monumentali chiuse da 50 anni. Non poteva che essere un evento di tale prestigio, nel segno delle comuni radici europee, a festeggiare questa indimenticabile primavera dell’arte “. Le parole del Direttore Giulierini sono assolutamente da condividere e confermano una nuova idea di arte ed esposizione museale che è concentrata sul messaggio e sul dialogo società/ mostre, aperte al confronto continuo e al richiamo classico e moderno, di cui Picasso è stato un esempio eclatante. L’esposizione è curata da Clemente Marconi ed è allestita nelle sale della Collezione Farnese. Si divide in due parti: La prima relativa ai soggiorni di Picasso a Napoli, con tutto il fascino che la città ha esercitato sull’artista e viceversa, la seconda relativa al confronto tra le opere del Mann con i lavori di Picasso. Un connubio di fascino e meraviglia che, non c’è dubbio, colpirà molto le migliaia di visitatori che ogni giorno vengono all’Archeologico di Napoli. Si potranno ammirare i prestiti provenienti dal British museo di Londra di 37 tavole picassiane che compongono la Suite Vollard. Queste incisioni sono state realizzate tra il 1930 e il 1937e si configurano come interpretazioni varie dell’artista. A queste si aggiungono i prestiti del Museo Picasso di Parigi e del Gagosian di New York, opere che interagiscono con le sculture della collezione Farnese e con gli affreschi di Pompei. E’ da qui che Picasso ha sviluppato l’aspetto tridimensionale delle sue opere, grazie al gigantismo e la monumentalità delle sculture della collezione Farnese. Napoli ha quindi rappresentato una tappa fondamentale per la vena artistica di Pablo Picasso, un’ispirazione continua e una spinta importante verso le figure del cubismo, smontate e rimontate con una tridimensionalità unica.

Daniela Merola
Daniela Merola
Napoletana, giornalista, formatrice culturale, ufficio stampa, scrittrice. Vivo per coltivare sogni. Amo lo spettacolo della vita.
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