Cronaca

Partita amara per la Napoli Women: insulti sessisti in campo e sui social

Una semplice partita di calcio si è trasformata in una sconfitta per tutti, sport compreso. Durante un incontro tra una formazione maschile Under 14 e la Napoli Women Under 17, alcune delle giovani calciatrici sono finite nel mirino di frasi sessiste, battute volgari e commenti imbarazzanti, cose che non sono assolutamente parte del mondo dello sport (e non solo). Secondo quanto racconta la società, dalle prime prese in giro si è passati a parole pesanti, allusioni esplicite e osservazioni sul corpo delle ragazze. Parliamo di atlete minorenni, studentesse, ragazze che si impegnano ogni giorno per allenarsi e vivere il calcio con passione e dedizione. Il grave episodio poi non si è fermato al triplice fischio: una volta finita la gara, alcuni ragazzi hanno pensato bene di pubblicare sui propri profili social foto e video accompagnati da insulti e slogan degradanti, ed alcune sono state contattate in privato con ulteriori messaggi offensivi.
La Napoli Women ha scelto di non restare in silenzio e di rendere pubblica la propria indignazione attraverso una lettera aperta che ribadisce con forza un concetto semplice: questo non è “sfottò”, non è competizione, e soprattutto non è calcio. È una mancanza di rispetto grave, che colpisce queste ragazze e allo stesso tempo manda un messaggio sbagliato sull’ambiente sportivo.
Il dato che colpisce in questa storia è la “normalità” con cui tutto è avvenuto: insulti sessisti in campo, trasportati poi sui social, dove tutto diventa più facile, più veloce. Il problema è che poi nessuno si scandalizza, nessuno si ferma: il branco ride, la partita finisce e la storia diventa materiale da condividere online, come se fosse un trofeo. Questo è il segnale più preoccupante, tanti trovano normale quello che normale non è.
Houston, abbiamo un problema.

This post was published on Dic 11, 2025 9:30

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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