Parco senza custodi a Napoli, calcio negato ai bambini

L’appello dei bambini dello Spartak San Gennaro al sindaco: “non è ammissibile che il più importante spazio del centro antico sia chiuso per mancanza di un custode”

L’appello dei bambini dello Spartak San Gennaro al primo cittadino, Luigi de Magistris: “non è ammissibile per una città di un milione di abitanti, che il più importante spazio del centro antico sia chiuso per la mancanza di un custode”

Iniziativa a sorpresa a Napoli di decine di bambini dello Spartak San Gennaro (squadra no profit di calcio popolare formata da ragazzi provenienti da quartieri a rischio) che hanno occupato simbolicamente il campetto di calcio del Parco dei Quartieri Spagnoli, ex ospedale militare. Il parco e il campetto, reso disponibile dall’amministrazione cittadina per le attivita’ della societa’, di altre associazioni e di educative territoriali, ha un orario di apertura penalizzato dai turni dei custodi del Comune che ne garantiscono la fruibilita’ solo fino alle 15.30.

 

I ragazzi dello Spartak San Gennaro chiedono l’intervento del sindaco de Magistris

La mancanza di un ulteriore turno di custodia – spiega uno degli animatori della protesta – compromette le nostre attivita’, al momento bloccate per un’emergenza che va avanti gia’ da oltre un mese“. “Ora – ricordano i responsabili dello Spartak San Gennarocon l’apertura delle scuole l’utilizzo del parco dovrebbe avvenire prevalentemente di pomeriggio e questo, per ora, ci viene impedito dalla chiusura anticipata dei varchi di accesso. Una palese contraddizione rispetto ai discorsi ed al sostegno del Comune ai percorsi extrascolastici, ricreativi e formativi dei bambini dei quartieri popolari“. L’appello dei ragazzi e’ diretto al primo cittadino: “Il sindaco de Magistris rimedi al piu’ presto a questa incredibile e paradossale situazione. Crediamo che non sia ammissibile per una citta’ di un milione di abitanti, con migliaia di dipendenti, che il piu’ importante spazio del centro antico sia chiuso alla cittadinanza per la mancanza di un custode“.

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