Torna questa sera l’appuntamento più atteso dai maturandi napoletani: il belvedere di San Martino, al Vomero, si prepara ad accogliere migliaia di studenti per l’ultima notte di libertà prima della prima prova scritta. Tra canti, brindisi e la voce di Antonello Venditti a fare da colonna sonora, la città si ferma per un rito che si rinnova da generazioni.
di Fabio Iuorio
Anche quest’anno migliaia di giovani partenopei si daranno appuntamento sul piazzale di San Martino, uno dei punti più suggestivi della città, con Napoli illuminata che si stende ai loro piedi. Da tutta la provincia arriveranno gruppi di maturandi pronti a vivere insieme le ultime ore prima dell’esame, in un mix di ansia e voglia di stare insieme che da anni caratterizza questa notte particolare. Cambiano i volti ma restano intatte le stesse identiche sensazioni che attraversano chiunque si trovi a un passo da un esame così carico di significato. Canti, balli, qualche chitarra in giro, gruppi di amici che si stringono per farsi forza a vicenda: il copione si ripete, eppure funziona sempre, è il modo più autentico per scaricare la tensione, prima di tornare tra i banchi.
Come ogni anno, il momento più atteso resta il countdown verso la mezzanotte. Allo scoccare dell’ora parte l’inno non ufficiale di questa notte: “Notte prima degli esami” di Antonello Venditti, un brano che da decenni accompagna i maturandi italiani, capace di mettere d’accordo generazioni diverse: chi la maturità l’ha affrontata negli anni Ottanta e chi invece la vivrà solo da domani. Difficile spiegare perché una canzone scritta tanti anni fa riesca ancora a parlare dritto al cuore di chi si prepara ad affrontare lo stesso identico turbamento. Forse perché racconta una paura universale, quella di lasciarsi alle spalle un pezzo di vita per affacciarsi su un futuro tutto da scrivere. Ed è proprio questo il segreto della sua forza: non è mai stata solo una colonna sonora, ma quasi un rito di passaggio in musica, capace di trasformare l’ansia in qualcosa di condiviso, quasi una liberazione collettiva.
Dopo la festa, però, arriva il momento serio. Domani, giovedì 18 giugno, oltre 500.000 studenti in tutta Italia entreranno in classe per affrontare la prima prova scritta della maturità 2026. A Napoli come altrove, la notte di San Martino resta il passaggio simbolico tra due mondi: quello della scuola, fatto di banchi e compagni di sempre, e quello che verrà, ancora tutto da immaginare.
Un mix di leggerezza e consapevolezza accompagna ogni maturando, sospeso tra la voglia di non pensarci e la paura di sbagliare. Eppure, proprio in questo equilibrio precario sta il senso più profondo della notte prima degli esami: un ultimo respiro collettivo, prima di affrontare singolarmente la prova. Perché poi, seduti al proprio posto davanti al foglio bianco, ognuno se la giocherà da solo. Ma quella notte, sotto il cielo di San Martino, nessuno si sentirà davvero solo.
This post was published on Giu 17, 2026 14:28
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