La visita del ministro della Cultura Alessandro Giuli all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli è stata segnata dalla protesta di alcuni cittadini colpiti dall’emergenza terremoto ai Campi Flegrei. Un gruppo di residenti e manifestanti si è radunato davanti all’ingresso del sito archeologico per denunciare le difficoltà affrontate dopo la forte scossa di magnitudo 4.7 che venerdì scorso ha fatto tremare l’area flegrea.
Al momento dell’arrivo del ministro sono partite contestazioni e richieste di intervento da parte della popolazione. Tra le voci dei presenti si sono levati cori come “vergogna”, rivolti alle istituzioni per la gestione dell’emergenza. In un video circolato nelle ore successive si ascolta anche l’appello disperato di una donna: “Ho una bambina piccola, aiutatemi”.
La scossa registrata alle 19.46 di venerdì ha lasciato dietro di sé una situazione difficile per molte famiglie: stando ai numeri della Prefettura di Napoli, sono 144 i nuclei familiari costretti a lasciare le proprie abitazioni e ancora in attesa di una sistemazione. Il terremoto ha causato danni in diversi punti del territorio: due edifici già vuoti sono crollati, mentre alcuni blocchi di roccia si sono staccati dai costoni provocando danni alle automobili.
La presenza del ministro in un luogo simbolo del patrimonio archeologico puteolano ha però acceso la rabbia di una parte della popolazione. “Ci sono persone fuori casa e voi siete qui per visitare l’anfiteatro”, hanno protestato alcuni cittadini. Altri hanno ribadito: “Servono risposte per chi sta vivendo l’emergenza, non solo attenzione per i monumenti”.
Giuli ha replicato spiegando che la sua visita aveva anche lo scopo di verificare gli effetti del sisma sui beni culturali e garantire l’impegno del ministero. “Siamo qui per essere vicini alle comunità colpite e per valutare personalmente la situazione”, avrebbe dichiarato il ministro, assicurando la presenza di tecnici e funzionari per gli interventi necessari alla tutela dei siti danneggiati.
Alla mobilitazione hanno preso parte anche alcuni attivisti di Potere al popolo, insieme a cittadini coinvolti nelle evacuazioni. Il movimento ha puntato il dito contro i ritardi nei controlli degli edifici, le difficoltà nell’assistenza agli sfollati e i disagi ancora presenti in alcune zone della città, tra cui i problemi legati alla distribuzione idrica.
Secondo gli attivisti, le misure adottate finora dal Governo non sarebbero sufficienti per affrontare una crisi complessa come quella dei Campi Flegrei, territorio da anni interessato dal fenomeno del bradisismo.
Intanto, mentre proseguono le verifiche sugli immobili e le attività di monitoraggio, resta alta la preoccupazione tra i residenti. Per chi ha dovuto abbandonare la propria casa, la priorità resta una sola: avere certezze sui tempi dell’emergenza e un luogo sicuro dove poter tornare.
This post was published on Ago 3, 2026 15:27
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