giovedì, Giugno 17, 2021
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E’ nata la piattaforma della cultura italiana

La nuova piattaforma sarà divisa in canali dedicati alle arti

Non ha ancora un nome ma sarà sicuramente bello come il progetto, la piattaforma dedicata alla cultura italiana che arriva a fine febbraio e che è stata lanciata in pieno lockdown dal ministro Dario Franceschini, con uno slogan da consumato comunicatore, come ”la Netflix della cultura italiana”. Era infatti l’aprile 2020 quando Ministro dei Beni e delle attività culturali annunciava: “Stiamo ragionando sulla creazione di una piattaforma italiana che consenta di offrire a tutto il mondo la cultura italiana a pagamento, una sorta di Netflix della cultura, che può servire in questa fase di emergenza per offrire i contenuti culturali con un’altra modalità, ma sono convinto che l’offerta online continuerà anche dopo“.

Ora è diventata una realtà che andrà sicuramente oltre e l’idea del Mibact si concretizza dopo il decreto Rilancio e i decreti attuativi: Cdp il 3 dicembre ha annunciato che la piattaforma arriva sul serio con ”l’obiettivo di sostenere il settore delle performing arts, particolarmente colpito nel corso di quest’anno dalla pandemia da Covid-19“. Per la realizzazione e la gestione di questa iniziativa innovativa il Mibact e Cdp hanno avviato un’interlocuzione con la Rai ed i principali operatori presenti nel mercato italiano, all’esito della quale è stata indetta una procedura competitiva aperta per l’individuazione del partner industriale. È stata cosi’ selezionata CHILI Spa – societa’ attiva dal 2012 nel settore dei servizi di TV on demand e che conta oltre 4 milioni di utenti iscritti – per la sua esperienza internazionale nel settore. Per la gestione della piattaforma e’ stata costituita in tempi record una nuova societa’ controllata al 51% da Cdp e al 49% da CHILI Spa. In tutto l’investimento iniziale prevede uno stanziamento di 10 mln di euro da parte del ministero, 10 milioni di euro da parte di Cdp e 9 milioni da parte di Chili.

La nuova piattaforma sarà divisa in canali dedicati alle arti, come ad esempio l’opera, il teatro, la musica anche pop non solo classica, l’arte ospitando i principali musei e aperta anche a singole esperienze. Ci sarà un meccanismo di compensazione con lo spacchettamento degli abbonamenti che si potranno fare ai canali ma anche con un meccanismo di vendita online dei singoli eventi. Con l’intensione di creare pacchetti di compensazione che diano spazio ai big ma sostengano anche realtà meno forti dal punto di vista commerciale come è giusto in una piattaforma dall’anima pubblica. L’idea infatti è quella della promozione ma anche del sostegno, per lanciare la cultura italiana nel mondo ed aiutare la crescita del progetti. Quindi non solo la Scala, le fondazioni, gli Uffizi o Pompei, per parlare di realtà già potenti dal punto di vista della promozione internazionale. Si andrà dalle produzione audiovisive, ai live, ai podcast e oltre alla parte a pagamento ci sarà anche un’offerta gratuita. Si punta ovviamente anche ad accordi con altre piattaforme internazionali. Un’operazione complessa che già solleva le prime voci di scontento.

L’esclusione della Rai dal progetto della prima piattaforma digitale italiana della cultura “risulta quanto meno incomprensibile” dal momento che l’azienda di Viale Mazzini “resta uno dei principali veicoli di trasmissione culturale dell’Italia“, scrive il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, in una lettera inviata al titolare del Mibact, Dario Franceschini. Anche se la Rai sarebbe stata il primo soggetto coinvolto nelle interlocuzioni di partenza ma, dopo una serie di verifiche, sarebbe risultata una incompatibilità da diversi punti di vista con il contratto di servizio. E poi la Rai ha già una piattaforma free, RaiPlay, e diversi canali dedicati come Rai Cultura. In ogni caso si tratta di un progetto aperto e anche in parte free e quindi ci saranno senza dubbio altre possibilità per la nostra principale azienda culturale. Staremo a vedere.

Da fine febbraio quindi attraverso la piattaforma si potra’ accedere a un’offerta ampia, diversificata e sicuramente molto concorrenziale. Si potranno effettuare tour virtuali dei principali musei italiani e delle maggiori mostre di interesse pubblico, visitare festival e fiere e scegliere fra un ampio catalogo di film e altri contenuti tematici. Nella piattaforma sara’ anche possibile acquistare e merchandising e biglietti per la visione live e on-demand di concerti e opere teatrali, di cui in questi giorni si è vista la richiesta. Valga come esempio quello del Teatro San Carlo di Napoli che attraverso un’offerta della Cavalleria Rusticana su Facebook al costo minimo di 1,09 euro ha raggiunto 40 mila utenti paganti. “Un successo enorme con decine di migliaia di persone collegate in tutto il mondo che ci spinge ad andare avanti sul progetto della piattaforma digitale della cultura“, ha commentato il Ministro Dario Franceschini. “La piattaforma digitale – ha concluso il ministro – è un progetto a cui stiamo lavorando per poter offrire la cultura italiana a tutti e in tutti i paesi del mondo”.

E' nata la piattaforma della cultura italiana
Redazione Desk
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.
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