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Napoli città di pace – manifestazione per dire no alla guerra il 24 febbraio

Venerdì 24 febbraio, a un anno dallo scoppio del conflitto, il popolo della pace torna a manifestare per dire basta. RoadTv Italia ha intervistato Francesca Sepe, membro de la Comunità di sant’Egidio di Napoli e de i Giovani per la Pace.

Imagine all the people Living life in peace …” cantava nel 1971 il Maestro John Lennon. Un inno alla pace, un valore di cui purtroppo l’umanità non intende farne uso. A distanza di tanti anni questo testo risulta ancora attuale, e da un anno a questa parte ancor di più. Ebbene si, è trascorso ormai un anno quando, il 24/02/2022, le truppe russe hanno invaso l’Ucraina dando ufficialmente inizio ad una lunga e sanguinosa guerra.

Che brutta parola, guerra. Un termine che sta a significare solo massacro, distruzione, morte, morte di tante vittime innocenti … Chi ha ragione? Non lo so, non mi interessa neanche saperlo! C’è chi parla di ragioni politiche e chi altro, ma io vedo solo una voglia di sopraffare l’altro, vincere uccidendo. Chi vincerà? Nessuno! Chi tra i due contendenti si troverà a dover alzare bandiera bianca perderà, sopraffatto dalla stanchezza e mancanza di armi, e magari l’altro si troverà a “festeggiare” così, sulla morte altrui… sembra uno scherzo quasi, è pazzesco pensare ancora ad uccidere per vincere! Eppure è così. sembra quasi che i governi mondiali vogliano “farsi i fatti propri”, a conti fatti la diplomazia non è stata efficace come si credeva. In più, Paesi appartenenti all’Onu ( tra cui l’Italia ) non entrano ufficialmente nella diatriba ma lo fanno per cosiddette vie traverse, fornendo armi ( già, l’Italia ripudia ogni forma di guerra ma poi produce armi, con l’alibi che sono per la “difesa” ): intanto, secondo le ultime stime, nel corso dell’anno il conflitto ha causato 7000 morti e 11000 feriti.

Venerdì 24 febbraio, ad un anno dallo scoppio del conflitto, il popolo della pace torna a manifestare per dire basta, un’occasione per dimostrare solidarietà, fratellanza ma per cercare insieme di “combattere” con un’arma bianca: la parola! In tutta Europa tra giovedì e venerdì ci saranno cortei pubblici a tema: oltre 20 appuntamenti in Germania, Spagna e Portogallo, più di 15 gli eventi confermati anche in Francia e mobilitazioni anche a Londra, Bruxelles e Vienna. Anche l’Italia ha dimostrato di voler essere in campo per la pace, organizzando una serie di cortei nelle principali città italiane. Il Comune di Napoli e l’Arcidiocesi di Napoli invitano i giovani e tutti i cittadini a partecipare alla Marcia per la Pace il giorno 24 febbraio 2023, che partirà, con i saluti istituzionali del Sindaco Manfredi, del Vescovo Castello e di un rappresentante della Comunità di Sant’Egidio, alle ore 9.30 da Piazza Dante. La Marcia si concluderà a Piazza Municipio, dove sarà allestito un palco per le testimonianze e per lo “Spettacolo della Pace”.

Napoli città di pace - manifestazione per dire no alla guerra il 24 febbraio

Ho avuto il piacere di poter intervistare Francesca Sepe, membro de la Comunità di sant’Egidio di Napoli e de i Giovani per la Pace:

Francesca, sappiamo tutti chi è la Comunità di Sant’Egidio e il suo profondo interesse verso chi è più fragile, per gli oppressi … chi sono invece i Giovani per la Pace?

Noi Giovani per la Pace siamo un movimento di giovani legato alla Comunità di Sant’Egidio. Siamo ragazze e ragazzi concretamente impegnati a migliorare le nostre città e scuole diffondendo una cultura della pace e della solidarietà a partire dai poveri, dai bambini, dagli anziani, da chi è solo senza una casa. 

Cosa significa per voi promuovere la pace?

I Giovani per la Pace rifiutano ogni forma di esclusione sociale: sognano una città in cui nessuno sia dimenticato o lasciato solo. Realizzano la Scuola della Pace, doposcuola gratuito in cui aiutano i bambini a studiare e a giocare insieme. Diventano amici degli anziani nelle case di riposo per combattere la solitudine condividendo un po’ del proprio tempo in una festa o in una visita. È un’alleanza tra giovani e anziani, che può iniziare dagli anni delle scuole medie. Incontrano le persone che vivono in strada, per portare loro beni di prima necessità e per proteggerli: qualcuno che si ricorda il loro nome, come amico, e che ascolta può salvare la vita a chi è senza dimora.

In tanti nel mondo si riempiono la bocca di pace, ma in quanti sono davvero in grado di metterla in pratica?

Promuovere la pace significa costruirla ogni giorno, nei piccoli gesti e mettendo insieme le idee. Guardando oltre la nostra vita, facendo nostre le esigenze anche di chi ci è accanto, di chi vive le nostre città, e di chi vive molto lontano da qua. Sono in grado di metterla in pratica tutti, senza distinzione di ruoli, età, estrazione sociale.

Cosa ne pensi come membro dei Giovani per la Pace sul continuo invio di armi all’Ucraina?

L’invio delle armi aiuta sicuramente l’Ucraina a difendersi, ma non agisce sulla risoluzione del conflitto. C’è bisogno di dialogo e diplomazia per arrivare alla pace.

Come hanno contribuito i Giovani Per la Pace e la Comunità di Sant’Egidio per promuovere la pace in questo lunghissimo anno?

Con la Comunità si dall’inizio della guerra ci siamo adoperati per l’invio di aiuti umanitari di cui ha estremo bisogno chi è rimasto in Ucraina; gli aiuti a Leopoli, il sostegno ai profughi alle frontiere di Slovacchia, Polonia e Ungheria; l’organizzazione di una rete di accoglienza in Europa, grazie alle tante offerte di ospitalità segnalate alla Comunità.

Inoltre Sant’Egidio da anni ha un programma di adozioni a distanza per circa 250 bambini ucraini in una rete di case famiglia, che oggi sono in pericolo. La Comunità di Kiev, nonostante le difficoltà del momento, si è attivata per proteggerli, ma è necessario un sostegno economico.

Ci parli un po’ della manifestazione di venerdì a Napoli e che obiettivi si pone?

A un anno dallo scoppio della guerra in Ucraina, una grande mobilitazione europea chiede che si cerchino le vie del dialogo, per il cessate il fuoco e l’apertura di negoziati di pace.

Le manifestazioni, promosse da “Europe for Peace”, un coordinamento di associazioni, sindacati, espressioni della società civile, tra i cui promotori è la Comunità di Sant’Egidio, si terranno in occasione dell’anniversario della guerra in diverse città italiane ed europee, per far sentire la voce di chi chiede che si fermi l’escalation militare e si trovino le vie per il negoziato. Un anno di guerra infatti ha significato morti, distruzioni e un’immane emergenza umanitaria a cui la Comunità ha cercato di rispondere con un intenso impegno di solidarietà, con l’invio di aiuti umanitari e l’accoglienza dei profughi.

Puoi spoilerare un po’ qualcosa sullo spettacolo della pace di venerdì?

Posso solo dire che ci saranno tanti giovani, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il vescovo ausiliare Gaetano Castello, e vai esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo

Sarà mai possibile un mondo di pace come quello tanto sognato da John Lennon, un mondo di Nutopia?

Se ognuno non smette di crederci e costruirla lo sarà. Cambiare il mondo è possibile, soprattutto se siamo insieme a farlo.

 

You may say i’m a dreamer … si, ma un mondo senza frontiere, senza appartenenze, quello di Nutopia tanto agognato da John Lennon, è possibile, basta volerlo, basta la buona volontà e cooperazione di tutti verso l’unico obiettivo della pace!

Fabio Iuorio
Fabio Iuorio
Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre Ho amato il ruolo di giornalista e speaker radiofonico fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, come si evince dal titolo della mia trasmissione ( Imagine - Il Mondo Che Vorrei ) … sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.
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