Sono 40 al momento i casi di murales riconducibili alle simbologie, a fatti persone e contesti di matrice camorristica. Tra questi non compare però quello dedicato ad Ugo Russo, baby-rapinatore dei Quartieri Spagnoli, ucciso da un carabiniere fuori servizio, durante un tentativo di rapina. A Russo, nel suo quartiere, è stato dedicato un murale sul quale compare la scritta ‘Verità e giustizia’.
La decisione di rimuovere questi altarini è stata presa dal comitato ordine e sicurezza pubblica che si tiene settimanalmente in prefettura, al quale hanno preso parte i vertici territoriali delle forze dell’ordine, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Giovanni Melillo, la procura generale presso la Corte d’Appello. La decisione del comitato è stata condivisa da tutti i presenti e l’individuazione dei 40 casi si è resa possibile sulla base di una ricognizione che la procura aveva chiesto al comando provinciale dei carabinieri, alla squadra mobile di Napoli e alla polizia municipale.
Sono state fatte ricostruzioni dei legami che esistono tra i manufatti e i contesti di criminalità organizzata. Tra questi anche quello di Luigi Caiafa, minorenne morto in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine durante un tentativo di rapina, che è stato già rimosso, ma soprattutto quello di Emanuele Sibillo, considerato il capo della cosiddetta ‘Paranza dei bambini’, gruppo criminale attivo nel centro storico di Napoli, ucciso nel 2015.
This post was published on Mar 12, 2021 12:00
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