Dicono di te che eri maledetto.E lo dicono adesso che sei morto, e che non puoi più difenderti.Dicono di te che bevevi,che ti ubriacavi fino a non capire più nulla. Che amavi circondarti di malviventi, di delinquenti che ti sfruttavano per i tuoi guadagni ingenti. Che pagavi per festini che duravano tutta la notte, che ti lasciavano inebetito a dormire con la testa sul tavolo, nel tuo vomito e nel vino versato.Dicono che ti circondavi di donne facili, che pagavi per la loro compagnia, che più volgari e appariscenti erano più ti piacevano, e che con loro andavi in giro in ogni occasione e ci danzavi insieme, senza vergogna.Dicono che per soldi avresti fatto qualsiasi cosa, che spesso firmavi i contratti ma non li rispettavi, perché magari eri fatto o ubriaco o tutte e due le cose, e miravi a ottenere gli anticipi per poi spendere tutto in alcol e prostitute.Dicono che eri perfino violento e rissoso, che alzavi le mani o che per tuo conto le facevi alzare da quelli che ti stavano attorno, gentaglia che mantenevi in un lusso che mai si sarebbero potuti permettere.Dicono tutto questo di te, adesso che non puoi più difenderti, perché sei morto.Ma noi ti ricorderemo per l’immenso talento, per quello che hai fatto in questa città che non era la tua, essendo accidentalmente nato in un luogo così lontano da qui. E conserveremo il ricordo della tua arte meravigliosa, contrassegnata da quella M che era l’iniziale del tuo cognome. Perché alla fine sopravvive l’arte, sai: non gli eccessi.Perciò da parte di tutti i napoletani grazie, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. E non preoccuparti per i corvi che dicono tutto questo di te.Noi, a Napoli, ti porteremo per sempre nel cuore.
This post was published on Nov 27, 2020 17:55
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