“Il Welfare a Napoli è morto”
di Oscar De Simone
Lumini cimiteriali hanno illuminato questo pomeriggio i marciapiedi di fronte Palazzo San Giacomo, simboleggiando la “morte del Welfare a Napoli”.
Questa l’ultima forma di protesta attuata dai lavoratori – circa 2.000 persone che vantano dal Comune 36 mesi di arretrati – delle cooperative impegnati nelle case – famiglia e nei progetti socio – educativi.
Accanto ad ognuno di questi lumini è stato posto un cartoncino con sopra scritto il nome di un minore a rischio delle case – famiglia o dei progetti educativi di recupero.
Roberta Gaeta, assessore alle politiche sociali, ha già garantito l’erogazione di almeno cinque bimestri arretrati entro il mese di Luglio ed altri cinque entro quello di Ottobre.
Il timore dei manifestanti però, è quello di un ulteriore slittamento dei pagamenti in vista delle prossime ferie dei dipendenti comunali ed è proprio da questo timore che nasce la protesta che proseguirà sino a quando non ci saranno certezze sui pagamenti.
“Abbiamo debiti con le banche – commenta uno dei lavoratori – e le cooperative, che continuano ad assicurare i servizi al Comune di Napoli, pagano fino a 50-60 mila euro l’anno di interessi passivi. Così è impossibile andare avanti“.
Secondo alcuni dimostranti, gran parte dei fondi – erogati dallo Stato tramite la Regione Campania – sarebbero già stati accreditati sui conti di Palazzo San Giacomo per essere poi utilizzati in maniera diversa.
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This post was published on Giu 26, 2013 23:33
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