Un’attività illegale, quella del ‘Cocco bello‘, che va avanti da anni, che porta nelle tasche della malavita organizzata un fatturato che può arrivare a sperare il milione di euro a fine stagione. A rivelare i lati oscuri di quest’attività imprenditoriale illecita è il giornalista Giuseppe Crimaldi, Il Mattino.
Il business del ‘Cocco bello’ si estende per tutta la penisola italiana. Le organizzazioni si dividono le zone da far battere ai propri venditori di cocco, a cui viene offerto vitto, alloggio e ricavi giornalieri per oltre il 40%.
Per diventare un venditore di ‘cocco bello’ però bisogna rispettare due regole fondamentali: 1 – mai rivelare nulla a nessuno; 2 – se avvistati concorrenti non autorizzati avvertire ‘O mast’, che sguinzaglierà i suoi uomini per far capire all’intruso di essere di troppo.
Infine, spiega Giuseppe Crimaldi, mimetizzate fra i bagnati ci sono le donne della Famiglia, che controllano che i venditori compiano il loro duro lavoro, sotto il sole cocente e anche per 12 ore al giorno. E allora prima di compravi un bel ‘cocco bello, cocco fresco’, pensateci su, state finanziando indirettamente le attività criminali.
This post was published on Ago 24, 2016 10:35
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