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Lavoro: ecco il piano Giovannini per la disoccupazione giovanile

di Sabrina Caramiello

Nelle  ultime settimane, il ministro del lavoro Giovannini sta mettendo a  punto un piano per ridurre la disoccupazione giovanile dell 8%. Di seguito seguiremo punto per punto la road map di Giovannini.

Si sa che cercare lavoro oggi è diventata la vera emergenza dell Italia, i dati Istat sulla disoccupazione parlano chiaro: a fine febbraio il tasso di disoccupazione sfiorava l 11,6%, e quello relativo ai giovani si attestava intorno al 37%,situazione che il  presidente della Repubblica Napolitano ha definito angosciante.

Una situazione è che ora è, in parte, nelle mani del nuovo ministro del Lavoro  Enrico Giovannini, che questa mattina, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, ha spiegato qual è il suo piano per creare occupazione, in particolare per i ragazzi al di sotto dei 24 anni. «Da qui fino a giugno ci concentreremo sui giovani», ha detto il ministro. «L’obiettivo è quello di ridurre la disoccupazione giovanile dell’8%».

In campo ci sarebbero tra i 10 e i 12 miliardi di euro, perché «ci sono interventi non costosi, ma ci sono anche tanti interventi che costano». Nei prossimi giorni il ministro incontrerà i sindacati, Confindustria e le parti sociali, «per ragionare insieme sul da farsi». Intanto, ecco quali sono le principali misureche potrebbero essere messe in campo.

Contratti a termine: i limiti dati a questa tipologia di contratti dalla riforma Fornero hanno causato un crollo dei rinnovi. Per questo, secondo il ministro Giovannini, sarebbe necessario tornare al vecchio sistema: ridurre dunque l’intervallo obbligatorio tra un contratto e l’altro e semplificare l’apprendistato professionalizzante. Un’altra misura al vaglio è la sospensione per un anno del contributo aggiuntivo che l’azienda deve pagare su tutti i contratti a termine.

Staffetta generazionale: si tratta di gradualizzare il passaggio di consegne tra giovani e anziani. Come farlo? Un’idea è quella di utilizzare il part-time: negli ultimi anni della loro carriera, i lavoratori “anziani” lavorerebbero meno ore, con uno stipendio più basso, in cambio dell’assunzione di un giovane a tempo indeterminato. È un’idea costosa, in quanto lo Stato dovrebbe pagare al lavoratore “anziano” tutti i contributi a cui egli ha rinunciato accettando il part-time.

Pensioni flessibili: un altro metodo per creare occupazione giovanile è rendere più flessibile la pensione. In particolare, si sta pensando di permettere l’uscita dei lavoratori prima dell’età pensionabile con una penalizzazione proporzionale.

Centri d’impiego: nel piano del governo c’è anche l’attuazione dello Youth Guarantee, un progetto europeo che stanzia 6 miliardi di euro (4 milioni per l’Italia) per garantire a ogni giovane entro quattro mesi dal diploma o dalla laurea un lavoro o almeno un programma di formazione. Per attuare questo progetto, il governo vuole riformare e migliorare l’efficienza i centri per l’impiego.

Niente sgravi fiscali: al momento l’ipotesi di ridurre il costo del lavoro per i giovani assunti sembra essere stata accantonata. Secondo quanto spiegato dal ministro Giovannini, «devono realizzarsi diverse condizioni perché una misura come questa abbia effetto».

This post was published on Mag 22, 2013 14:40

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

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