mercoledì, Giugno 29, 2022
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“La bambina dagli occhi di vetro”, la capacità di guardare col cuore nel romanzo di Roby Contarino

Roby Contarino è uno di quei giovani italiani di cui andare fieri. Pieno di talento, volenteroso, tenace, è nato a Crotone nel 1992 e ha già un curriculum di tutto rispetto, tra radio, web tv, scrittura, poesia, e testi di canzoni. Inoltre è blogger e scrive per testate giornalistiche come “Quotidian post” e “ Crotoneinforma” , ha un broadcast video, ideato con la redazione di “Quotidian post”, dal titolo “Un caffè con”.

Studioso e amante della figura Mariana, ha scritto articoli per il Centro di comunicazione del Santuario internazionale di Lourdes. Conduce inoltre il sabato una rubrica dedicata alla piccola veggente Santa Bernadette Soubirous. Nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Un amore, un destino”, Eracle edizioni, nel 2017 con lo stesso editore “All’ombra dell’ultimo sole”, scritto con l’amica Ilaria Parenza. Nel 2018 pubblica per Aletheia “Il pianista e la bambina: vita sopra le righe”. Nel mese di giugno 2020 pubblica “La bambina dagli occhi di vetro”. Nel 2021 ha partecipato come autore al concorso canoro nazionale “Note in radio” con il brano “Serena la sirena”. Il 2022 è incominciato con una grande notizia: nel mese di febbraio sarà in gara con un suo testo alla prima edizione del Festival di Sanremo, sezione musica cristiana.

· Benvenuto Roby, nato a Crotone e cittadino del mondo, hai vissuto anche in Francia per poi tornare in Patria, amante di questa meravigliosa città greca e della sua Regione, la Calabria. Quanto è importante per la tua ispirazione di artista e comunicatore l’essere nato al sud d’Italia?

– Sono orgoglioso di essere nato a Crotone. La mia città ha da sempre rappresentato una fonte di ispirazione importante per me. Basti pensare al fatto che molte delle mie poesie siano nate in riva al mare o nella meravigliosa cornice della natura che il promontorio silano offre. Senza dimenticare, poi, la storia che questa terra offre e che purtroppo, ahimè, non viene valorizzata come dovrebbe. La mia non vuole essere una critica ma bensì un invito ad una presa di coscienza e un invito a tutti a rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per la nostra amata terra. Non a caso io ho deciso di ritornare e portare, nel mio piccolo, ciò che ho appreso nella mia esperienza all’estero.

· Eri un ragazzino con tanti sogni e ora sei un uomo con altrettanti sogni. Come riesci a nutrirli e portarli avanti, dovendoti scontrare ogni giorno con la realtà della vita, con la sua concretezza?

– Amo definirmi da sempre un sognatore e ciò mi rende felice, perché sognare è la cosa più bella che ci possa essere. Ho avuto ed ho la fortuna di avere al mio fianco, ogni giorno, persone meravigliose che mi sostengono e nel loro piccolo contribuiscono alla realizzazione dei miei sogni nonostante le tante avversità che ci sono ogni giorno. Quando ero bambino, dicevo un giorno pubblicherò un libro, ebbene oggi sono arrivato alla soglia dei 30 anni e prossima estate uscirà il mio undicesimo romanzo, una cosa che certamente fino a qualche anno fa era impensabile, eppure ci ho creduto, ho sperato, ho lottato, sono caduto e mi sono rialzato, inseguendo quel sogno e finalmente ci sono riuscito anche quando tutti mi dicevano lascia perdere, non sei capace, non ci riuscirai mai e tante altre cose.

· Sei una persona che ha voglia di crescere e sperimentare sempre, quale ramo della comunicazione e della cultura, tra radio, web tv, scrittura, conduzione, musica, te lo permette maggiormente di crescere?

Io sono un amante dell’arte a 360° e mi piace sempre sperimentare, mettermi in gioco e osare. La scrittura è e credo resterà sempre il mio amore più grande ma anche la conduzione e la musica rivestono un ruolo importante nella mia vita e nella mia formazione. Tutte le esperienze che ho fatto mi hanno permesso di crescere e anche migliorare. In questi due anni, da quando conduco il broadcast ho avuto l’immensa fortuna di conoscere tantissime persone e ognuna di loro mi ha lasciato qualcosa e ciò mi ha aiutato sempre più a migliorare e ad imparare sempre cose nuove. In fondo non si finisce mai di imparare e bisogna sempre avere fame e sete di conoscenza.

· Sei una persona credente e praticante, uno studioso della Madonna e attivamente partecipi ai pellegrinaggi a Lourdes. Hai anche una rubrica il sabato sulla web tv di “Quotidian post”. Quanto la Fede ha influito sulla tua vita professionale e personale e come nasce questa rubrica?

La prima volta che andai a Lourdes fu nel 2012 e venivo da un periodo molto difficile per me in cui avevo perso la mia identità e non mi riconoscevo più in nulla. Poi, lì è arrivata la svolta. Ho provato sulla mia pelle la stessa sensazione

che provò Bernadette, la piccola veggente, e cioè quello di essere visto come persona. Per la prima volta mi sono sentito amato per come ero, con i miei pregi e i miei difetti. Oggi il mondo ci ama e ci rispetta per ciò che abbiamo, per la posizione sociale che occupiamo e non per ciò che abbiamo dentro il nostro cuore. Lì a Lourdes invece sono stato visto ed amato per ciò che ero realmente e questa è stata una delle sensazioni più belle. E da quel giorno la mia vita è cambiata, sono rinato. Quando Dio penetra nel tuo cuore, travolge la tua vita e tutto ciò poi si riflette in quello che vai a fare, sia nella vita professionale che in quella artistica. La rubrica nasce con il chiaro scopo di far conoscere la vita di una ragazza meravigliosa quale è stata Bernadette, la sua testimonianza di vita e di amore affinché possa essere d’ispirazione per tante altre persone così come lo è stata per me.

· Parliamo della scrittura, sei molto prolifico e affronti tante tematiche nei tuoi romanzi. Cosa rappresenta per te questa forma di comunicazione?

Ritengo che la scrittura sia un’importantissima forma di comunicazione. Ovviamente come tutte le cose deve essere usata con buonsenso e soprattutto essere esaustiva riportando sempre la realtà. La scrittura deve essere la voce di chi non può parlare, di chi vive ai margini, di chi non è compreso perché a detta di molti diverso, e quindi ecco perché risulta essere una forma di comunicazione importantissima.

· “La bambina dagli occhi di vetro” è un romanzo del 2020 a cui tu tieni particolarmente e dove tratti un argomento molto importante. Più argomenti, la Fede, la forza di una madre , Angela, che prima travolta dalla malattia della figlia, poi rinata grazie a Maria, la Madonna di Lourdes. Tu dici che il miracolo più importante che accade a Lourdes è invisibile agli occhi, è la forza di credere nella vita e nel sacrificio d’amore. Questa storia vera racconta della piccola Giorgia, affetta dalla sindrome di Rett, una malattia degenerativa senza possibilità di guarigione e racconta del percorso di rinascita e accettazione del dolore che la mamma compie, un lungo estenuante cammino di Fede e fiducia. Vuoi parlarne tu?

Sì, esatto. Nel romanzo affronto molti argomenti ed è una sorta di viaggio nella vita di una madre e della sua bambina dagli occhi belli. Questo romanzo nasce da un incontro, un bellissimo incontro quello con Angela e la piccola e

meravigliosa Giorgia avvenuto a Lourdes. Da quell’incontro, oltre ad una bellissima amicizia, è nata l’esigenza in me di dare voce ad Angela, a Giorgia ma anche a tantissime altre mamme e bimbe che si trovano dinanzi ad una diagnosi terribile come qual è la Sindrome di Rett. Ho studiato tanto ma soprattutto mi sono lasciato guidare dalle sensazioni e dalle emozioni che nascevano dallo specchiarmi negli occhi di Giorgia. In quest’anno e mezzo dall’uscita di questo romanzo ho avuto la fortuna di conoscere tantissime mamme e le loro meravigliose bambine, di ricevere tantissime testimonianze accompagnate dai complimenti per aver dato loro voce e in un certo qual modo essere riuscito ad accarezzare il loro dolore e a trasformarlo in speranza che poi ti permette di rinascere e ogni giorno riscoprire l’essenza stessa della vita.

· I tuoi romanzi nascono sempre da storie vere, perché questo tipo di scelta?

Come dicevo prima, credo che la scrittura sia la forma di comunicazione più bella e importante che ci sia e a tal proposito ritengo sia giusto utilizzarla per dare voce a chi voce non ha e come farlo se non raccontando storie vere? Raccontando storie vere, il lettore spesso ritrova un po’ di se stesso e quindi in un certo qual modo diventa anche esso parte integrante della storia e non un semplice spettatore e ciò gli permette anche di assaporare meglio ciò che legge e meditarlo in tutto e per tutto.

· Scrivere testi di canzoni è diverso dallo scrivere un libro. Come è avvenuto questo passaggio?

Questo passaggio è avvenuto per caso. Un giorno avevo davanti a me un quaderno e una matita e ho iniziato a scrivere. Ne è nato un testo di una canzone con grande stupore e sorpresa da parte mia. E poi, da quel giorno non mi sono più fermato. Ci ho preso gusto e contemporaneamente alla stesura dei libri ho iniziato a scrivere anche testi di canzoni che poi ho inviato ad amici musicisti per la melodia e così è nata Serena, la sirena che ha avuto grande successo tra i bambini ma non solo e tantissime altre canzoni alle quali sto lavorando ora e che spero vedranno presto la luce.

· Il 2022 si è aperto per te con una grande notizia: un tuo brano parteciperà a febbraio nella sezione “canzoni cristiani” di Sanremo 2022. Te lo aspettavi?

Ad essere sincero è stata una sorpresa per me. Quando il mio carissimo amico Marco Tanduo mi ha chiamato e mi ha comunicato che la canzone era stata scelta tra le prime 25 su 250 canzoni partecipanti, ho pianto di gioia. Per un giovane ragazzo come me è un importante traguardo e sono felicissimo di condividere questa gioia con Marco cui mi lega una bellissima amicizia e anche un’ottima intesa nel campo musicale. Entrambi ci mettiamo amore in ciò che facciamo e questo è sotto gli occhi di tutti. Credo che questa sia la nostra forza e ciò che ci ha portati al Festival di Sanremo.

· Ultima domanda Roby, i tuoi progetti futuri dove ti portano?

Vedremo. Per ora la mia ferma volontà è quella di restare qui a Crotone e cercare di portare in alto il nome della mia città. Non escludo, però, in primavera, Covid permettendo, un viaggio a Lourdes dove ebbe inizio la mia rinascita, in quanto ci mando da due anni e ne sento nostalgia. Vedremo. E poi ho tantissimi altri progetti che non vedo l’ora prendano forma.

· Grazie per l’intervista e in bocca al lupo per tutto!

Grazie mille Daniela. Grazie di cuore.

 

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Daniela Merola
Napoletana, giornalista, formatrice culturale, ufficio stampa, scrittrice. Vivo per coltivare sogni. Amo lo spettacolo della vita.
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