Ispirami, l’asma allergica grave si racconta

Ispirami, un’iniziativa a favore del benessere dei pazienti affetti da asma allergica grave

di Redazione

Condividere il disagio e confrontarsi con altri che vivono la propria stessa situazione può essere fondamentale per affrontare esperienze di vita complesse ed emotivamente forti; ciò forse vale ancora di più quando il disagio è dovuto ad una malattia cronica che, per definizione, diventa parte integrante della vita dell’individuo. “Ispirami. Asma allergica grave: un’esperienza da condividere, una storia da ascoltare con cura. La tua”  è un’opportunità offerta a quanti soffrono di asma allergica grave – si tratta di circa 3 milioni di italiani – per condividere la loro storia, la convivenza con questa patologia, il percorso terapeutico intrapreso e le difficoltà che spesso derivano da un trattamento invasivo, raccontando con un testo, un disegno o anche soltanto una frase il proprio vissuto personale.

L’iniziativa è promossa da Federasma Onlus, con il supporto di NovartisFarma: presso 50 ospedali italiani i pazienti interessati potranno trovare, fino al 30 novembre, poster e cartoline sulle quali scrivere la propria testimonianza, che potrà essere anche inviata all’indirizzo di posta elettronica ispirami@playvox.it. Ad aderire a Napoli è l’Azienda Ospedaliera Monaldi – 1° Divisione Pneumologia, dove sarà possibile scrivere e consegnare la propria cartolina nelle apposite urne.

Raccontare la propria esperienza è importante perché quando il disagio viene condiviso può trasformarsi in una risorsa preziosa”  ha dichiarato Monica De Simone, presidente Federasma Onlus. Tuttavia, il progetto “Ispirami” non mira soltanto a migliorare il benessere emotivo dei pazienti, le cui storie saranno infine raccolte in un e-book disponibile sul sito di Federasma Onlus, ma sarà di grande aiuto anche per gli specialisti del settore per entrare in contatto con le esigenze di quanti sono affetti da asma allergica grave, al fine di attuare strategie più efficaci per il trattamento del disturbo e migliorare la relazione medico-paziente.

23 ottobre 2013

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