“Io aspetto già da 40 minuti e, se tutto va bene, il prossimo treno dovrebbe arrivare tra altri 20 minuti”. È un pomeriggio come un altro qui, alla stazione della Cumana di via Leopardi, dove tristi cartelli affissi ai tornelli dell’accesso ai treni avvisano i viaggiatori che i treni passano con ritardo. Storie di ordinario disservizio a cui i pendolari sono ormai rassegnati.
Come va la circolazione? chiediamo all’addetta alla biglietteria. “Male” ci risponde senza esitazioni. “Va a singhiozzo” aggiunge poi, “ma oggi è peggio del solito. L’ultimo treno in direzione Torregaveta c’è stato più di un’ora fa”. Un peggioramento dovuto alla rottura di diverse macchine, che attualmente si trovano in riparazione e quindi non possono effettuare il servizio.
Un’ora di attesa per andare a Montesanto, che diventa un’ora e mezza nell’altra direzione, verso Torregaveta. Ma i pendolari non riescono più nemmeno a indignarsi. “Non pensa mai di utilizzare mezzi alternativi?” chiediamo a una signora. “Alternativi a Napoli? Ma mi sta prendendo in giro?!” sbotta una signora. “Da quando la prendo, la Cumana è sempre stata un disastro. Ci costringono a socializzare” ironizza, alludendo al lungo tempo che i viaggiatori sono costretti a trascorrere in banchina in attesa del treno. Autobus non ce ne sono, e la metro non serve le zone oltre Pozzuoli. “L’unica possibilità sarebbe usare la macchina” afferma un pendolare “ma non lo preferisco, anche perché i parcheggi scarseggiano”. Ma questa è un’altra storia, un’altra pagina di quotidiano disservizio alla napoletana tutta da raccontare.
This post was published on Mag 23, 2014 15:45
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