di Redazione
Acerra – Sono disperati e minacciano di gettarsi nel vuoto. I dipendenti dei consorzi di bacino che operano all’interno del termovalorizzatore di Acerra, privi di retribuzione da ben 11 mesi, non possono attendere oltre e richiedono una soluzione immediata per la loro vertenza.
Stamattina è scattata la protesta: un gruppo di lavoratori alla guida dei propri tir ha bloccato il traffico, impedendo l’accesso alle strade che conducono all’inceneritore di Acerra; nel frattempo, altri dieci colleghi si sono recati all’interno della struttura e hanno scalato la torre del termovalorizzatore, minacciando di buttarsi qualora le loro grida d’aiuto non fossero state finalmente ascoltate. A far scoccare la scintilla della protesta l’ennesimo spostamento, a data da definirsi, del tavolo tecnico istituzionale che, il 25 settembre, avrebbe dovuto discutere e decidere della sorte dei dipendenti, a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente.
“Dobbiamo ancora ricevere i salari relativi a parte del 2012 – hanno dichiarato alcuni dipendenti all’esterno della struttura – ma le bollette continuano ad arrivare. Ci stanno facendo perdere la nostra dignità di uomini e padri a 60 anni”.
Notevoli i disagi causati dalla protesta che potrebbe bloccare l’impianto di stir, che provvede alla tritovagliatura e all’imballaggio dei rifiuti, e – di conseguenza – anche la raccolta dei rifiuti nelle strade napoletane. Forze dell’ordine, vigili del fuoco e personale di primo soccorso sono immediatamente accorsi sul posto, mentre l’inceneritore continua, indifferente, ad ingoiare rifiuti.
This post was published on Set 23, 2013 12:23
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