Erano tanti i nomi per raccogliere l’eredità di Rafa Benitez, il tecnico spagnolo volato a Madrid, sponda Real, lasciando nella bacheca azzurra una coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Dal connazionale Emery, fresco vincitore della Europa League con il Siviglia, a Luciano Spalletti, passando per Cesare Prandelli e Sinisa Mihajlovic, sedotto e poi abbandonato al Milan. Ma a spuntarla è stato forse, come in ogni giallo che si rispetti, l’insospettabile per eccellenza. Sarà infatti Maurizio Sarri da Figline Valdarno, ma di padre napoletano (che lavorava all’Italsider di Bagnoli) e tifoso del Napoli, città in cui è nato, per sua stessa ammissione, che non guasta mai, a sedere sulla panchina partenopea la prossima stagione.
Tra l’ex tecnico dell’Empoli e il presidente Aurelio De Laurentiis è stato una specie di amore a prima vista. Il primo incontro venerdì sera all’hotel Vesuvio, il secondo solo 24 ore dopo, per la firma su quel contratto che legherà Sarri al Napoli per un anno e con un’opzione per il secondo. Praticamente la stessa formula utilizzata per Benitez. L’ingaggio che l’allenatore percepirà sarà di 1,5 mln a stagione. Indubbiamente anche un bel risparmio rispetto ai 3,5 che il patron azzurro aveva messo sul piatto per convincere Emery. L’annuncio ufficiale, molto probabilmente, nella giornata di domani.
Ma non è detto che questa sia per forza una scelta di ripiego. O meglio, se pure lo è nella forma, la sostanza potrebbe essere nettamente diversa. Maurizio Sarri è uomo di calcio. Tecnico preparato e competente. Che ha fatto la gavetta, arrivando nella massima serie a 55 anni senza dover dire grazie a nessuno, se non a se stesso. Giocatore di prima categoria, poi allenatore di Sansovino, Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Alessandria e Perugia. Tanti sacrifici fino alla panchina dell’Empoli in B, con cui ha vinto il campionato cadetto ed è approdato nella massima serie. Lì dove i toscani sono stati riconosciuti da tutti come la squadra che ha espresso il miglior calcio. Fatto di schemi, velocità, passaggi corti e tanta umiltà. Dimostrando anche una duttilità tattica che gli ha consentito di superare un inizio non proprio dei migliori, per poi ottenere una salvezza tranquilla quanto meritata. E’ a lui che il Napoli si affida e da lui che Napoli riparte. In bocca al lupo mister Sarri. Benvenuto. Anzi, bentornato.
This post was published on Giu 7, 2015 11:24
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